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Avevo promesso un documento che dimostra un “attacco all’Italia” di qualche tempo fa ma voglio dedicare l’apertura dell’articolo alla notizia sull’imminente arresto di Donald Trump per il giorno di domani (martedì 21 marzo 2023). In caso di incriminazione l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America ha fatto sapere attraverso i suoi avvocati che si costituirà alle autorità senza creare problemi.
Sembra incredibile e incredibile per me resterà finchè non lo vedo con i miei occhi: il paese che più di tutti al mondo ostenta democrazia e progresso attacca in modo così palese un uomo che rappresenta il confronto trasparente con la dissennata politica corrente. Esiste un piano mondiale per sovvertire l’ordine da parte di persone che ‘si travestono’ da progressisti, dem, ‘compagni di battaglie’ dei lavoratori, ambientalisti, globalisti e globalizzatori. Ma sono tiranni che aspirano al potere assoluto e al controllo totale. Provengono quasi tutti dalla stessa scuola di pensiero vicina al ‘fabianesimo’ o definito anche ‘neo-liberismo’ lobbistico. Cercano di insinuarsi dappertutto, spesso appropriandosi di posizioni apicali pur non avendone nè le capacità nè il merito per farlo. Attraggono gli elettori con promesse confuse non volendo mai scontentare nessuno ma poi si rivelano per quello che sono: dei tiranni, arroganti e inetti! Mirano al denaro, al potere e alla mera realizzazione personale, non badando agli altri. Sono sotto gli occhi di tutti le parole utilizzate dal vicepresidente della commissione europea Frans Timmermans (PSE – Socialismo Europeo): egli non legge la stampa italiana ma è sicuro che in fatto di ambiente i giornali italiani raccontino delle falsità. Ma pensa un po’! Un uomo così capace e preparato!

Franco Prodi – fisico e fratello di Romano il politico fondatore dell’Ulivo risponde così:
“Ci sono anime stupide, o forse solo scientificamente ignoranti e POLITICAMENTE IGNORABILI, che chiamano negazionista chiunque, come me, metta in dubbio il mantra pervasivo che la Terra si stia riscaldando per l’esclusiva colpa dell’uomo. Queste persone non considerano le cause naturali del cambiamento, astrofisiche, astronomiche e atmosferiche. La verità è che la conoscenza del clima è ancora molto limitata

Il riscaldamento del pianeta – ha spiegato Prodi – non dipende per il 98% da noi, come invece tanti sostengono. Questa è una fesseria, talmente diffusa da diventare però inarrestabile. Tra cinquant’anni di studi saremo forse in grado di stimare l’incidenza dell’uomo sul clima. Il cambiamento climato è sempre stato connaturato al pianeta, c’è sempre stato e sempre ci sarà

la Terra negli ultimi anni si è riscaldata al ritmo di 0,7 gradi centigradi ogni secolo. Ma non c’è un’emergenza climatica. C’è un’emergenza inquinamento e di tutela dell’ambiente, che è questione ben diversa. Anzi, ho il sospetto che il riscaldamento globale sia una manovra di distrazione di massa, per distogliere le attenzione dal vero problema che è l’inquinamento”.

Ma se ora è palese l’attacco che stanno operando le istituzioni europee, soprattutto la Commissione Von der Leyen, agli Stati Sovrani d’Europa e in particolare all’Italia prendendo a pretesto il cambiamento climatico, qualche anno fa non era ancora così chiaro di cosa stesse ‘bollendo in pentola’ qui in Italia
Propongo quindi questo contributo di Alessandro Pace fonte AIC – Associazione Italiana Costituzionalisti (link originale), a commento della proposta di riforma costituzionale operata dalla Ministra Maria Elena Boschi durante il governo Renzi.

Nelle conclusioni l’autore definisce la legge Boschi come un tentativo di “riforma dal contenuto disomogeneo che conseguentemente coercisce la libertà di voto degli elettori che hanno a disposizione un solo voto mentre i quesiti, nella specie, sono almeno tre.” La stessa Ministra è stata costretta a ritrattare sulla bontà della riforma, approvata tra l’altro anche se, con sentenza 1/2014, la Corte Costituzionale abbia dichiarato incostituzionale la Legge elettorale vigente all’epoca (c.d. Porcellum).
Un palese e disorganizzato tentativo di spazzar via diritti in fretta e furia senza arma ferire…
Tentativo fallito di golpe o prove tecniche per qualcosa di più grosso?

Dott. Urb. Giacomo Calearo

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Dal 1971 Klaus Martin Schwab, pupillo di Henry Kissinger, attraverso il suo forum economico sta facendo incontrare funzionari di multinazionali, giornalisti, influenzatori di masse e qualche politico per discutere sul “nostro futuro”.
Ora, dopo cinquant’anni, Schwab dispone di un “esercito” di circa 5000 unità che presta servizio al fianco delle forze dell’ordine a Davos, in Svizzera, durante il ‘massonico’ meeting.
Svizzera. Ecco il nome di questo stato neutrale, in cui sembra andare sempre tutto per il meglio, che rispunta nei titoli di qualche giornale nelle pagine di politica internazionale per poi sparire nuovamente. Già, neutralità di comodo visto nell’ipotetica mappa di spartizione dell’Ukraina per la ricostruzione dopo la guerra, la Svizzera appare come futuro ‘gestore’ dei territori di Crimea, i più ricchi dello stato e nei quali ci sono stati meno danni…
All’Italia toccherebbe il Donbass che di fatto è ancora sotto l’egemonìa russa. Ed è qui che assume rilievo la domanda se sia o meno conveniente il dissennato e anti-costituzionale invio di armi da parte dell’Italia… Queste sono pagate con i soldi degli italiani, i quali per la maggior parte respingono la guerra. Facciamo parte di una coalizione, la Nato, che inizialmente aveva una funzione protettiva ma che ora appare mutata in un’indole aggressiva con mire espansionistiche, cosa che storicamente gli italiani detestano: noi siamo sempre dalla parte del più debole e ci facciamo i cazzi nostri.

A me risulta che la parola democrazia derivi dal greco demos (popolo) e cratìa (potere) e significhi potere del popolo. In Italia, come nella maggior parte delle democrazie occidentali, il potere è rappresentativo ovvero vengono scelte delle persone che rappresentino in sostanza e in percentuale il popolo, vero organo di governo. Almeno così dovrebbe funzionare… Eleggiamo delle persone che ci rappresentano e, se rappresentassero qualcun altro, non le sceglieremmo! Chi di conseguenza tradisce ciò che promette di attuare, chi elimina le libertà fondamentali e calpesta i diritti dell’uomo, qualsiasi ragione adduca, chi, nel nome di un’ideologia distopica, non tiene conto, delle idee, delle tradizioni, delle abitudini e delle reali necessità di un popolo non solo non è più rappresentativo di quel popolo ma non è degno nemmeno di rivolgere lo sguardo ai suoi elettori.
La domanda è questa: siamo allora sotto attacco da parte di qualcuno? Se si, da parte di chi? Da quanto tempo?
Non sono nessuno per poter dare una risposta a questa domanda che sempre più persone si stanno ponendo. Bevo un caffè e leggo qualche articolo in giro, cerco di approfondire soprattutto argomenti dei quali esistono solamente tracce (evidentemente un motivo c’è!) e provo a costruire una risposta sensata. “Segui il denaro e trovi il colpevole” si diceva in qualche vecchio poliziesco.

Da anni alcuni siti tacciati di complottismo sostengono l’esistenza di una ‘cricca’ di uomini molto ricchi che idealizzano un governo globale e totalmente controllato da chi detiene la ricchezza. Lo stesso Schwab propone una IV rivoluzione industriale e un mondo ‘Orwelliano’ in perfetto stile col film ‘In Time‘.
Persino Justin Trudeau, giovane schwabbiano presidente del Canada, nell’estate 2022, ha ordinato di bloccare i conti conti correnti di chi si opponeva alle sue folli leggi vaccinali, è stato giudicato e assolto successivamente da una corte presieduta da suo zio!
Christine Lagarde, condannata dal Tribunale dei Ministri nel 2016, è presidente della Banca Centrale Europea e, per suo stesso dire, non sa in che direzione sta andando attraverso le sue insensate politiche di rialzo del costo del denaro per contrastare un’inflazione drogata. Quest’ultima, infatti, è stata fatta schizzare alle stelle dalla stessa Commissione Europea, attraverso le dissennate scelte sanzionistiche di Ursula Von der Leyen nei confronti della Russia (leggasi Italia).
Tanti sono i misteri geopolitici che circondano il ‘deep state’, come l’omicidio del premier giapponese Shinzo Abe nell’estate 2022. Sembrava che avesse scoperto qualcosa sui sieri e avesse deciso di non proseguire la campagna vaccinale nel suo paese ma in seguito il delitto è stato attribuito a un appartenente a una setta cristiana (guardacaso!).

Il tempo che resta a questa pessima commissione europea capeggiata dai Socialisti & Democratici è sempre più esiguo e sembra che questi criminali stiano cercando di creare una situazione internazionale di default (peraltro minacciato da Schwab nel suo libro “The great reset”) in modo da imposessarsi definitivamente del potere, anche attraverso elezioni truccate.
Per oggi ho messo molta ‘carne al fuoco’ per eventuali riflessioni o approfondimenti in via privata ma anticipo già che il tema della prossima volta sarà un tentativo di attacco eversivo all’Italia avvenuto già per gli anni passati ma ‘insabbiato’.

Dott. Urb. Giacomo Calearo
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Spero che qualcuno riesca ad arrivare in fondo a questa serie di brevi articoli che cercano di stuzzicare il pensiero critico di ognuno inducendo semplici riflessioni. Mi spiego: osservando crescere mio figlio vedo che inizia a porsi delle domande. Possono essere anche complesse ma egli le trasforma in ‘successioni di domande semplici’ ed è proprio lì che troveremo le risposte che cerchiamo. Citando un famoso film “non è la risposta il nostro chiodo fisso ma deve essere la domanda”. Se la domanda che mi pongo non è corretta la risposta è priva di significato: non mi serve.
Oggi vorrei affrontare un tema che mi sta molto a cuore perchè anch’esso risulta abusato e destrutturato del suo significato originario: la sicurezza.
Identifico la sicurezza con “l’attenzione a evitare i rischi” e noto che si applicano le regole di sicurezza in una qualunque situazione quando sono presenti dei rischi da evitare, per esempio una pressa che non scende se non attivata con entrambe le mani o un semaforo pedonale in un incrocio molto trafficato. L’attenzione a evitare i rischi non pretende di diventare uno standard ma semplicemente evita i rischi.
L’abuso sul termine sopracitato è stato prodotto ad hoc dalle multinazionali e dai lobbisti che si infiltrano nella politica (soprattutto quella europea di ‘alto livello’ e bassa risma) utilizzando il termine come un grosso calderone in cui ‘infilare’ di tutto, o meglio ciò che conviene loro di più.
Anche Benjamin Franklin si era posto delle questioni quando in tempi non sospetti ha affermato, rispondendo a un governatore degli Stati Uniti in tema di sicurezza: «Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza ».
Una domanda che mi sono posto ultimamente, vista la corsa, soprattutto europea, verso ‘sistemi di sicurezza’ sempre più avanzati, è se l’utilizzo di telecamere di sorveglianza sia veramente una soluzione che rientri in tema sicurezza oppure no. Persino Wikipedia avverte che il tema della sicurezza è molto controverso e appaiono numerose opinioni ‘travestite’ da definizioni.
Cerchiamo pertanto di semplificare il più possibile (come farebbe mio figlio): un sistema di sorveglianza che rischi evita? Nessuno, anche dovesse verificarsi un fatto spiacevole le telecamere riprenderebbero la scena senza intervenire immediatamente così da evitare il rischio!
Un sistema di sorveglianza interno comprendente una squadra interna di pronto intervento sarebbe un dispositivo di sicurezza ma un sistema di sorveglianza ‘controllato da remoto’ (quindi lontano) da personale esterno che non è affatto pronto a intervenire mi lascia pensare solamente a un abuso posto in essere da privati che si ‘comprano’ la privacy di altri privati lucrandoci, tutto a discapito della vera sicurezza degli utenti che si rendono inconsapevolmente bersaglio di eventuali e potenziali attacchi informatici.
Ma il fulcro della questione è che ‘bombardando’ la popolazione con messaggi che, creando preoccupazione per problemi ‘gonfiati’, inducono a scelte estreme controproducenti mettono a repentaglio la privacy e la libertà di ognuno. La presidente (ahimè!) della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che ha ‘il pallino’ del controllo sociale e vorrebbe vederci schiavi in un mondo distopico socialnazionalista e globalista, sta ‘spingendo’ gli stati europei ad abbandonare la propria sovranità in favore di un Leviathano socialista da cui non è più possibile staccarsi, promettendo democrazia, sicurezza e sanità ma trascurando però la libertà e i diritti fondamentali dell’uomo. Da molti anni queste persone, questi ‘globz’ stanno lavorando per la costruzione del loro futuro dorato, si, dorato grazie alla sottomissione degli altri!
„[…] la ricerca della sicurezza internazionale implica che ogni Stato rinunci, entro certi limiti, alla propria libertà d’azione, vale a dire alla propria sovranità, ed è incontestabilmente vero che non v’è altra strada per arrivare a siffatta sicurezza.“ Albert Einstein
La vogliamo veramente?

Dott. Urb. Giacomo Calearo
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Facendo riferimento alla rarità di un bene in natura (più è raro più acquista valore) abbiamo cercato su Wikipedia la definizione di una parola spesso usata ma della quale probabilmente non si ha ben chiaro il concetto: “La deflazione è, in macroeconomia, una diminuzione generalizzata dei prezzi, che genera un incremento del potere d’acquisto della moneta. Il fenomeno opposto si definisce inflazione. La deflazione non va confusa con la disinflazione, che descrive semplicemente un rallentamento del tasso di inflazione.”
Quindi possiamo affermare che la deflazione è di conseguenza un aumento del potere di acquisto di una moneta: ovvero se prima con 1 euro compravo 1 pane ora ne compro 2 (il prezzo è calato o la moneta vale di più!).
L’inflazione è il contrario: aumentano i prezzi (diminuisce il “costo” ovvero la forza del denaro): se prima con 1 euro compravo un pane ora me ne servono 5 per comprarne 1.
Un sistema monetario tanto è più solido quanto più sono in equilibrio inflazione e deflazione, già perchè qualsivoglia sistema, da quello fisico a quello monetario, date le condizioni di partenza tende a raggiungere sempre una posizione di equilibrio.
Come si opera per rendere un sistema stabile con inflazione e deflazione in equilibrio? Si lega il costo del denaro a un valore di controllo che descriva la forza e l’economia di un Paese. In Italia potrebbe essere un indice legato alle proprietà immobiliari da parte della popolazione o alla quantità di oro nelle riserve di Bankitalia (gold standard) o alla percentuale di riempimento delle riserve di gas naturale… In questo modo i le fluttuazioni del costo del denaro verrebbero assorbite dal sistema stesso.
Quasi tutti i sistemi bancari contemporanei sono basati sui poteri discrezionali di una banca centrale che ha la facoltà di decidere il costo del denaro, senza renderne conto a nessuno, tantomeno ai cittadini.
Il potenziale rischio di operazioni finanziarie con scopi volti all’eversione internazionale è molto alto. Chi può, infatti, se non una banca centrale, ‘spalmare’ su tutti un debito non voluto, andando a impattare soprattutto su classi già più deboli?
E così a pensar male è un attimo: se una multinazionale, attraverso appoggi politici potenti impone i suoi prodotti sbilanciando o distruggendo un’economia, i danni restano a carico della collettività.
Se per esempio si causasse un conflitto per la gioia dei produttori di armi e per il controllo dell’energia (diciamo il gas) quest’ultima, salendo vertiginosamente di prezzo, provocherebbe un’inflazione devastante.
Tutto ciò che viene prodotto necessita di energia: i prezzi salirebbero incontrollatamente, entrerebbe in gioco anche la speculazione e…
Se ci mettiamo anche un’azione di sabotaggio sul più grosso gasdotto dell’avversario par di vedere il mondo reale!
Pertanto, volendo essere complottisti fino in fondo, si potrebbe anche pensare che l’inflazione, già parzialmente in crescita dopo una ‘forzata emergenza sanitaria’, sia stata fatta culminare appositamente per poterla ‘calmierare’ a suon di rialzi del costo del denaro…
Un vero e proprio sabotaggio per il ‘ceto medio’!

Dott. Urb Giacomo Calearo
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Sono rimasto colpito negativamente dagli ultimi avvenimenti all’interno del Partito Democratico in Italia. L’agognato congresso del 26 febbraio, atteso nella speranza di capire le sorti di quello che fu un grande partito di opposizione ha dato il suo triste, ahimè, verdetto. Ma procediamo con ordine: dopo la tremenda batosta elettorale di settembre 2022 il PD decide di andare a congresso per eleggere il nuovo segretario. Due sono i candidati: Stefano Bonaccini (presidente della Regione Emilia Romagna) e la Dott.ssa Elena Ethel Schlein, detta Elly.
Il primo è un romagnolo sanguigno, figlio di un camionista e una mamma operaia, cresciuto a Lambrusco e feste dell’Unità, la seconda, laureata, è nata e cresciuta in Svizzera a Lugano nell’agiatezza economica offertale dal padre, famoso politologo americano e dalla madre che insegna diritto comparato all’Università dell’Insubria. Tre passaporti e quattro lingue conosciute (almeno da C.V.) è ‘arrivata’ in Italia già da parlamentare europea e vicepresidente della Regione Emilia Romagna, una strada ‘colma di ostacoli’ insomma, una vita difficile infarcita di battaglie al fianco dei lavoratori e della povera gente…
A oggi più di un italiano su tre non sa proprio chi sia… Forse in Svizzera visto che fondamentalmente è svizzera! E’ ANCHE italiana però…
Che tutti i militanti democratici siano diventati capitalisti in salotti di sinistra o che si siano bevuti il cervello?
La follia è stata quella di lasciar votare anche i non iscritti: è come se alle politiche in Italia votassero gli Italiani aventi diritto e i Francesi che lo desiderano…
Di qui il terribile verdetto che vede Bonaccini vittorioso tra i Dem e la Schlein in testa con i voti ‘esterni’.
Pertanto, viste le origini e la condizione economico-sociale di quest’ultima, viene facile pensare che una ‘mano esterna’ quasi invisibile si sia infilata il guanto del Partito Democratico e ora voglia manipolare in modo totalmente poco trasparente la politica italiana, cominciando proprio dal controllo su coloro che dovrebbero essere i rappresentanti delle classi più ‘fragili’ e meno agiate.
Ecco quindi il paradosso con cui ci si scontra: una ‘globalista’, di origini aristocratiche e in ottime condizioni economiche che, vestite le spoglie dell’eroina LGBT di ultra sinistra, guida un partito di vocazione ‘popolare’ nel quale gli iscritti stessi non la vogliono e, a oggi, il 36% degli italiani non la conosce nemmeno…
E’ una situazione che lascia una traccia d’amaro perchè avvolta in una coltre di nebbia quasi eversiva… ma sta di fatto che l’interferenza di paesi o entità economiche straniere nella nostra politica e nella nostra sovranità è considerata un atto di eversione dalla Costituzione Italiana!

Dott. Urb. G. Calearo
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di Sébastien Poulin (Linkedin)

Il motore di ricerca Google è così potente che ci nasconde gli altri motori di ricerca. Semplicemente non sappiamo che la maggior parte di essi esiste.
Nel frattempo, nel mondo esistono ancora molti eccellenti motori di ricerca specializzati in libri, scienza e altre informazioni intelligenti.
Ecco un elenco non esaustivo da tenere in considerazione:

1) PDFdrive.com è il più grande sito di download di libri PDF gratuiti. Rivendica oltre 225 milioni di titoli, contiene un numero enorme di riferimenti in francese, anche recenti.

2) refseek.com è un motore di ricerca per risorse accademiche. Oltre un miliardo di fonti.

3) link.springer.com accesso a oltre 10 milioni di documenti scientifici: libri, articoli,

4) worldcat.org ricerca i contenuti di 20.000 biblioteche in tutto il mondo.

5) bioline.org.br è una biblioteca di riviste di bioscienze pubblicate

6) base-search.net è uno dei più potenti motori di ricerca per testi accademici. Oltre 100 milioni di articoli scientifici, il 70% dei quali sono gratuiti

7) repec.org i volontari di 102 paesi hanno raccolto quasi 4 milioni di pubblicazioni.

8) science.gov è un motore di ricerca governativo statunitense per oltre 2.200 siti scientifici.

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Fonte: ItaliaOggi – di Tino Oldani

«Proteggere il bilancio Ue dalle irregolarità sistemiche». Dopo i vetusti paletti di Maastricht sui deficit e i debiti nazionali, sospesi per la pandemia e tuttora sotto esame di riparazione, ecco un nuovo dogma che la Commissione Ue, guidata da Ursula Von der Leyen, ha deciso di porre, d’ora in poi, a fondamento delle proprie decisioni. Il primo a farne le spese potrebbe essere il governo di Viktor Orbàn, accusato da Bruxelles di «mettere in pericolo il bilancio Ue» con le irregolarità sistemiche negli appalti, con insufficienti indagini sui conflitti di interesse e con interventi deboli contro la corruzione in Ungheria. Per questo la Commissione ha proposto di sospendere 7,5 miliardi di finanziamenti al governo di Budapest, pari al 65% dei fondi di coesione previsti nel periodo 2021-2027.

La decisione finale spetta al Consiglio Ue dei capi di Stato e di governo, che si pronuncerà tra uno o due mesi. Un verdetto che pare già scritto, dopo che il parlamento europeo, con voto a larga maggioranza (contrari Lega e FdI), ha definito l’Ungheria «un regime ibrido di autocrazia elettorale», colpevole di violazioni dello stato di diritto. In questo scenario, al quale giornaloni, tg e talk show hanno dedicato ampio rilievo per l’evidente riflesso sulla campagna elettorale (Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono da sempre buoni amici di Orbàn), ben poco spazio è stato dato a due documenti bomba, di certo molto scomodi per gli autoproclamati «protettori del bilancio Ue» che siedono a Bruxelles accanto a Von der Leyen: il primo è la Relazione speciale della Corte dei conti Ue sull’approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19 nell’Ue; il secondo è un’inchiesta condotta negli Usa e in Europa dai giornalisti di Politico e del quotidiano tedesco Welt, intitolata«Come Bill Gates e i suoi partner hanno usato la loro influenza per controllare la risposta globale al Covid, con pochi controlli».

Il succo della Relazione speciale della Corte dei conti Ue (54 pagine), datata 12 settembre, è questo: tra il 2020 e la fine del 2021, l’Ue ha comprato in totale 4,6 miliardi di dosi di vaccini, con contratti di «acquisto anticipato» e un esborso di 71 miliardi di euro. Di fatto, la spesa più onerosa per il bilancio Ue di tutti i tempi. Un impegno che, secondo la Corte dei conti, non ha però rispettato le procedure corrette in uso per i contratti. Qualche numero: nei 27 paesi Ue gli abitanti sono 447,7 milioni, per ciascuno dei quali l’Ue ha acquistato ben 10 dosi di vaccino. La parte del leone nelle forniture l’ha fatta il colosso Pfizer-Biontech, con 2,4 miliardi di dosi consegnate in tre fasi: novembre 2020 (300 milioni di dosi), febbraio 2021 (300 milioni), maggio 2021 (1,8 miliardi di dosi, il doppio di quelle prenotate). Un acquisto esorbitante? Scrive la Corte dei conti: «Entro la fine del 2021 quasi 952 milioni di dosi erano state consegnate agli Stati membri dell’Ue (la maggior parte da Pfizer-Biontech). Ne sono stati somministrati più di 739 milioni, tanto che l’80% della popolazione adulta dell’Ue aveva ricevuto un ciclo vaccinale completo»

Il dubbio conseguente è che siano stati acquisti circa 1,4 miliardi di vaccini di troppo, costati in media 15 euro l’uno. Lecito dunque chiedersi se sia così che a Bruxelles «proteggono il bilancio Ue». Tanto più che la Corte dei conti precisa:«Non abbiamo ricevuto informazioni sulle trattative preliminari del più grande contratto nell’Ue». Più avanti: «A metà marzo 2021, il Comitato direttivo ha deciso di organizzare un incontro con i consulenti scientifici dell’Ue e degli Stati membri, dedicato agli aspetti scientifici della strategia sui vaccini per il 2022. Un tale incontro non si sarebbe mai svolto.

Nel marzo 2021 la presidente della Commissione ha condotto le trattative preliminari per un contratto Pfizer-Biontech, l’unico contratto per il quale la squadra negoziale congiunta non ha partecipato a questa fase dei negoziati». Ovvero: von der Leyen ha fatto tutto da sola, trattando in segreto con Albert Bourla, ceo di Pfizer, che ha incassato 35 miliardi dei 71 spesi dall’Ue.La trattativa segreta di von der Leyen con Bourla sui vaccini era nota da tempo: in gennaio 2022 il difensore civico dell’Ue, Emily O’Reilly, aveva chiesto l’accesso ai messaggi privati (sms o whatsapp) tra Ursula e Bourla, ma senza ricevere alcuna risposta. Per questo, il mese dopo, O’ Reilly bollò la trattativa segreta come esempio di «cattiva amministrazione». Accusa a cui la commissaria Ue alla trasparenza Vera Jurovà ha risposto il 30 giugno per conto della presidenza, dicendo che gli sms tra Von der Leyen e Bourla «non erano stati trovati». Qualcosa di simile era già accaduto a von der Leyen quando era ministro della Difesa in Germania e fu accusata di avere elargito consulenze immotivate: la memoria del suo cellulare risultò cancellata, e tutto fu messo a tacere.

La faccenda, però, non sembra affatto chiusa. Dopo la relazione della Corte dei conti Ue, l’inchiesta di Politico e Welt sui condizionamenti operati dalla Fondazione Bill & Melinda Gates e da altre tre organizzazioni filantropiche nei confronti delle autorità di governo Usa e Ue per l’acquisto dei vaccini mette a nudo metodi e pagamenti dalle conseguenze imprevedibili. Basta citare due passaggi: «Bill Gates e i leader delle altre tre organizzazioni hanno avuto un accesso senza precedenti ai più alti livelli di governo, spendendo 8,3 milioni di dollari per fare pressione sui legislatori e funzionari di Usa ed Europa». «Funzionari degli Usa, dell’Ue e dell’Oms hanno ruotato attorno a queste organizzazioni come dipendenti, aiutandole a consolidare le loro connessioni politiche e finanziarie a Washington e Bruxelles».

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