Piano criminale - 3 puntata

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Spero che qualcuno riesca ad arrivare in fondo a questa serie di brevi articoli che cercano di stuzzicare il pensiero critico di ognuno inducendo semplici riflessioni. Mi spiego: osservando crescere mio figlio vedo che inizia a porsi delle domande. Possono essere anche complesse ma egli le trasforma in ‘successioni di domande semplici’ ed è proprio lì che troveremo le risposte che cerchiamo. Citando un famoso film “non è la risposta il nostro chiodo fisso ma deve essere la domanda”. Se la domanda che mi pongo non è corretta la risposta è priva di significato: non mi serve.
Oggi vorrei affrontare un tema che mi sta molto a cuore perchè anch’esso risulta abusato e destrutturato del suo significato originario: la sicurezza.
Identifico la sicurezza con “l’attenzione a evitare i rischi” e noto che si applicano le regole di sicurezza in una qualunque situazione quando sono presenti dei rischi da evitare, per esempio una pressa che non scende se non attivata con entrambe le mani o un semaforo pedonale in un incrocio molto trafficato. L’attenzione a evitare i rischi non pretende di diventare uno standard ma semplicemente evita i rischi.
L’abuso sul termine sopracitato è stato prodotto ad hoc dalle multinazionali e dai lobbisti che si infiltrano nella politica (soprattutto quella europea di ‘alto livello’ e bassa risma) utilizzando il termine come un grosso calderone in cui ‘infilare’ di tutto, o meglio ciò che conviene loro di più.
Anche Benjamin Franklin si era posto delle questioni quando in tempi non sospetti ha affermato, rispondendo a un governatore degli Stati Uniti in tema di sicurezza: «Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza ».
Una domanda che mi sono posto ultimamente, vista la corsa, soprattutto europea, verso ‘sistemi di sicurezza’ sempre più avanzati, è se l’utilizzo di telecamere di sorveglianza sia veramente una soluzione che rientri in tema sicurezza oppure no. Persino Wikipedia avverte che il tema della sicurezza è molto controverso e appaiono numerose opinioni ‘travestite’ da definizioni.
Cerchiamo pertanto di semplificare il più possibile (come farebbe mio figlio): un sistema di sorveglianza che rischi evita? Nessuno, anche dovesse verificarsi un fatto spiacevole le telecamere riprenderebbero la scena senza intervenire immediatamente così da evitare il rischio!
Un sistema di sorveglianza interno comprendente una squadra interna di pronto intervento sarebbe un dispositivo di sicurezza ma un sistema di sorveglianza ‘controllato da remoto’ (quindi lontano) da personale esterno che non è affatto pronto a intervenire mi lascia pensare solamente a un abuso posto in essere da privati che si ‘comprano’ la privacy di altri privati lucrandoci, tutto a discapito della vera sicurezza degli utenti che si rendono inconsapevolmente bersaglio di eventuali e potenziali attacchi informatici.
Ma il fulcro della questione è che ‘bombardando’ la popolazione con messaggi che, creando preoccupazione per problemi ‘gonfiati’, inducono a scelte estreme controproducenti mettono a repentaglio la privacy e la libertà di ognuno. La presidente (ahimè!) della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che ha ‘il pallino’ del controllo sociale e vorrebbe vederci schiavi in un mondo distopico socialnazionalista e globalista, sta ‘spingendo’ gli stati europei ad abbandonare la propria sovranità in favore di un Leviathano socialista da cui non è più possibile staccarsi, promettendo democrazia, sicurezza e sanità ma trascurando però la libertà e i diritti fondamentali dell’uomo. Da molti anni queste persone, questi ‘globz’ stanno lavorando per la costruzione del loro futuro dorato, si, dorato grazie alla sottomissione degli altri!
„[…] la ricerca della sicurezza internazionale implica che ogni Stato rinunci, entro certi limiti, alla propria libertà d’azione, vale a dire alla propria sovranità, ed è incontestabilmente vero che non v’è altra strada per arrivare a siffatta sicurezza.“ Albert Einstein
La vogliamo veramente?

Dott. Urb. Giacomo Calearo
*** continua ***

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