Sono rimasto colpito negativamente dagli ultimi avvenimenti all’interno del Partito Democratico in Italia. L’agognato congresso del 26 febbraio, atteso nella speranza di capire le sorti di quello che fu un grande partito di opposizione ha dato il suo triste, ahimè, verdetto. Ma procediamo con ordine: dopo la tremenda batosta elettorale di settembre 2022 il PD decide di andare a congresso per eleggere il nuovo segretario. Due sono i candidati: Stefano Bonaccini (presidente della Regione Emilia Romagna) e la Dott.ssa Elena Ethel Schlein, detta Elly.
Il primo è un romagnolo sanguigno, figlio di un camionista e una mamma operaia, cresciuto a Lambrusco e feste dell’Unità, la seconda, laureata, è nata e cresciuta in Svizzera a Lugano nell’agiatezza economica offertale dal padre, famoso politologo americano e dalla madre che insegna diritto comparato all’Università dell’Insubria. Tre passaporti e quattro lingue conosciute (almeno da C.V.) è ‘arrivata’ in Italia già da parlamentare europea e vicepresidente della Regione Emilia Romagna, una strada ‘colma di ostacoli’ insomma, una vita difficile infarcita di battaglie al fianco dei lavoratori e della povera gente…
A oggi più di un italiano su tre non sa proprio chi sia… Forse in Svizzera visto che fondamentalmente è svizzera! E’ ANCHE italiana però…
Che tutti i militanti democratici siano diventati capitalisti in salotti di sinistra o che si siano bevuti il cervello?
La follia è stata quella di lasciar votare anche i non iscritti: è come se alle politiche in Italia votassero gli Italiani aventi diritto e i Francesi che lo desiderano…
Di qui il terribile verdetto che vede Bonaccini vittorioso tra i Dem e la Schlein in testa con i voti ‘esterni’.
Pertanto, viste le origini e la condizione economico-sociale di quest’ultima, viene facile pensare che una ‘mano esterna’ quasi invisibile si sia infilata il guanto del Partito Democratico e ora voglia manipolare in modo totalmente poco trasparente la politica italiana, cominciando proprio dal controllo su coloro che dovrebbero essere i rappresentanti delle classi più ‘fragili’ e meno agiate.
Ecco quindi il paradosso con cui ci si scontra: una ‘globalista’, di origini aristocratiche e in ottime condizioni economiche che, vestite le spoglie dell’eroina LGBT di ultra sinistra, guida un partito di vocazione ‘popolare’ nel quale gli iscritti stessi non la vogliono e, a oggi, il 36% degli italiani non la conosce nemmeno…
E’ una situazione che lascia una traccia d’amaro perchè avvolta in una coltre di nebbia quasi eversiva… ma sta di fatto che l’interferenza di paesi o entità economiche straniere nella nostra politica e nella nostra sovranità è considerata un atto di eversione dalla Costituzione Italiana!
Dott. Urb. G. Calearo
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