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Chi è questo astuto personaggio da sempre ‘inserito’ nel sistema, sin dalla prima repubblica? Noi Italiani lo ricordiamo soprattutto per il prelievo forzoso retroattivo effettuato di nascosto un fine settimana (a banche chiuse) nei nostri conti correnti…

Fonte: Wikipedia
Giuliano Amato (Torino, 13 maggio 1938) è un politico e giurista italiano.

È stato deputato dal 1983 al 1994 con il PSI, quindi – con L’Ulivo – senatore dal 2001 al 2006 e nuovamente deputato dal 2006 al 2008. Ha ricoperto le cariche di segretario del Consiglio dei ministri (nei governi Craxi I e Craxi II, 1983-1987), vicepresidente del Consiglio (1987-1988) e ministro del tesoro (1987-1989), Presidente del Consiglio (governo Amato I, 1992-1993), presidente dell’AGCM (1994-1997), ministro per le riforme istituzionali (1998-1999), nuovamente ministro del tesoro (1999-2000) e Presidente del Consiglio (governo Amato II, 2000-2001), infine ministro dell’interno (nel governo Prodi II, 2006-2008).

Giurista costituzionalista e docente di diritto costituzionale comparato all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” per oltre 20 anni, il 12 settembre 2013 è stato nominato giudice della Corte costituzionale e dal 29 gennaio 2022 al 18 settembre dello stesso anno ne è stato presidente, fino alla cessazione del mandato da giudice costituzionale.

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Polemiche sulla pensione d’oro

Giuliano Amato, secondo un articolo apparso su il Giornale nell’aprile 2011 firmato da Mario Giordano, quale anteprima del libro Sanguisughe, riceverebbe una pensione mensile di 31411 € lordi. Queste affermazioni portano a una causa giudiziaria di Amato contro Giordano, il Giornale e la Mondadori in quanto editrice del libro. La causa è intentata per danno all’immagine provocato con notizie false e denigratorie tese a presentarlo come autore di sacrifici previdenziali per gli altri e manipolatore di leggi e giudici per sé. Con Giordano ha patteggiato la revisione del capitolo del libro che lo riguarda, con modifiche concordate che ne eliminano tutti i riferimenti non rispondenti a verità e con l’impegno di Giordano a evitare ogni pubblica dichiarazione che possa suggerire che Amato abbia provocato o sia comunque intervenuto al fine di garantirsi una posizione di maggior vantaggio.

Nella trasmissione Otto e mezzo del 12 settembre commenta queste ricostruzioni, chiarendo di percepire, al netto delle imposte, circa 11000 € di pensione, in gran parte derivanti dalla sua attività nell’autorità Antitrust e al di sotto del tetto massimo stabilito dal governo Monti per le retribuzioni dei manager pubblici, da sommarsi a circa 5000 € di indennità parlamentare, rispetto alle quali, in occasione della festa del PD il 25 agosto 2012 a Reggio Emilia, dichiara: “il vitalizio di cinque legislature da parlamentare lo destino interamente ad attività benefiche” e in particolare alla Comunità di Sant’Egidio. Nominato giudice costituzionale nel 2013, Amato decide di sospendere la cosiddetta “pensione d’oro”.

Presunto coinvolgimento in un’inchiesta

Controverso è il suo coinvolgimento, in qualità di vicesegretario del PSI, nelle inchieste giudiziarie relative ad una tangente di 270 milioni di lire per la costruzione della pretura di Viareggio, avendo tentato di indurre la vedova di un ex senatore e sottosegretario del Partito socialista italiano, Paolo Barsacchi, a omettere importanti dettagli nel dibattimento giudiziale, vicenda che viene riproposta da il Fatto Quotidiano in occasione della sua nomina a membro della Corte costituzionale. In sua difesa Giuliano Amato risponde con una lettera a la Repubblica del successivo 17 settembre 2013, dove afferma che in realtà lo scopo di quella telefonata era di non fare nomi di persone su cui non aveva alcun indizio di colpevolezza, come aveva già ribadito nel novembre del 1990 davanti al tribunale di Pisa che, evidentemente convinto dalla deposizione, non ha ritenuto di dover procedere nei suoi confronti.

Rapporto con le tematiche LGBT

Nel 2000, quando era presidente del Consiglio, affermò rammaricato di non poter impedire il corteo del Gay Pride, e affermò che sarebbe stato opportuno svolgerlo in un secondo momento in vista delle celebrazioni del Giubileo del 2000.

Nel 2007, quando Amato era ministro, il Ministero dell’Interno emanò la circolare numero 55 del 18 ottobre, coerente con la legislazione vigente e con provvedimenti analoghi emanati prima e dopo, che ricordava a tutti i prefetti e sindaci italiani l’impossibilità di trascrivere i matrimoni gay celebrati all’estero in quanto contrari all’ordine pubblico interno.

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Ora propongo una delle vicende “scomode“ per il soggetto tornato in auge ora dopo le dichiarazioni sul caso Ustica.

I consigli di Amato alla vedova di un socialista: “Zitta coi giudici, niente nomi”

di Emiliano Liuzzi
Fonte: Il Fatto Quotidiano

In una telefonata del 1990 il neo giudice costituzionale chiede alla vedova di un dirigente socialista di non fare i nomi dei protagonisti di una tangente di 270 milioni di lire. Dice: “Tirati fuori da questa storia”

La data dell’intercettazione telefonica in cui compare la voce di Giuliano Amato nella veste di minimizzatore, all’epoca deputato e vicesegretario del Psi di Bettino Craxi, è importante: 21 settembre 1990. Non c’è ancora nessuna Tangentopoli, ma le mazzette ci sono eccome. È qui che Amato, all’epoca dottor Sottile, come lo ribattezzò Giampaolo Pansa, mette il naso e molto di più. Chiama la moglie di un senatore socialista, Paolo Barsacchi, già sottosegretario, morto quattro anni prima. Barsacchi, nonostante non possa più difendersi, è accusato dai vecchi compagni di partito di essere l’uomo a cui finì la tangente di 270 milioni di lire per la costruzione della nuova pretura di Viareggio. La vedova del senatore, Anna Maria Gemignani, non vuole che il nome del marito, solo perché è deceduto e non perseguibile, finisca nel fascicolo dei magistrati. E minaccia di fare nomi e cognomi.

È a questo punto che Amato la chiama e, secondo i giudici, lo fa con uno scopo: evitare “una frittata”, intendendo per tale – scrivono i giudici del tribunale di Pisa Alberto Bargagna, Carmelo Solarino e Alberto De Palma a dicembre di quello stesso anno – “un capitombolo complessivo del Partito socialista”. I giudici vanno anche oltre e, nelle motivazioni della sentenza che condannerà i responsabili di quella tangente, si chiedono come mai “nessuno di questi eminenti uomini politici come Giuliano Vassalli (all’epoca ministro della giustizia) e Amato stesso, si siano sentiti in dovere di verificare tra i documenti della segreteria del partito per quali strade da Viareggio arrivarono a Roma finanziamenti ricollegabili alla tangente della pretura di Viareggio”. Lo scrivono, nero su bianco, il momento in cui condannano per la tangente i boss della Versilia del Psi e scagionano loro stessi la figura del senatore Barsacchi.

La telefonata, dicevamo. E quel 21 settembre 1990. È quel giorno che Amato chiama la vedova di Barsacchi e si trattiene al telefono con lei per 11 minuti e 49 secondi. Amato cerca la sua interlocutrice, poi è lei che lo richiama, registra e consegna il nastro, di cui il Fatto Quotidiano è in possesso, ai magistrati. Che acquisiscono la telefonata come prova, un’intercettazione indiretta, ma inserita nel fascicolo processuale. “Anna Maria, scusami, ma stavo curandomi la discopatia, ma vedo che questa situazione qui si è arroventata”. Dall’altra parte la vedova tace. Poi dice solo: “Ti ascolto”. Amato, con voce imbarazzata come lo sarà per il resto della telefonata, va dritto al problema: “La mia impressione è che qui rischiamo di andare incontro a una frittata generale per avventatezze, per linee difensive che lasciano aperti un sacco di problemi dal tuo punto di vista”. La frittata alla quale Amato fa riferimento è appunto un coinvolgimento – come dirà esplicitamente – di altre persone nel processo. “Troverei giusto che tu direttamente o indirettamente entrassi in quel maledetto processo e dicessi che quello che dicono di tuo marito non è vero. Punto. Non è vero. Ma senza andare a fare un’operazione che va a fare quello non è lui, ma è Caio, quello non è lui ma è Sempronio. Hai capito che intendo dire? Tu dici che tuo marito in questa storia non c’entra. Questo è legittimo. Ma a… a… a… a Viareggio hanno creato questo clima vergognoso, è una reciproca caccia alle streghe, io troverei molto bello che tu da questa storia ti tirassi fuori”.

Insomma Amato, oggi giudice della Corte costituzionale, all’epoca notabile del partito più corrotto d’Italia, il Psi, non dice vai e racconta la verità. Ma vai e non fare nomi. Tirati fuori. Non dire quello che sai, poi accerteranno i giudici. Difendi l’onore di tuo marito con un “lui non c’entra”. Diciamo che sarebbe stato poco, e il tribunale non si sarebbe accontentato, ovvio. Ma questo l’attuale giudice Amato le dice di fare: non raccontare tutto quello che conosce, come vorrebbe la legge sotto giuramento, ma esprimere una verità parziale.

Ancora più interessante il passaggio in cui – e ci arriviamo tra poco – Amato ammette di sapere più o meno chi sono i responsabili di un’azione illegale, ma invita a chiamarsi fuori. E quando verrà lui stesso trascinato a testimoniare non aggiungerà niente. Alla fine, come titolò all’epoca dei fatti la Nazione: Pretura d’oro, colpa dei morti. Insomma. Colpa di Barsacchi, che la moglie cerca in ogni modo di difendere e alla fine, nonostante i consigli di Amato, ci riuscirà.

La moglie di Barsacchi al telefono dice una cosa sola all’onorevole Amato, e lo fa tirando un grosso respiro per non sfogarsi ulteriormente: “Giuliano, io voglio soltanto che chi sa la verità la dica”. E Amato replica: “Ma vattelapesca chi la sa e qual è. Tu hai capito chi ha fatto qualcosa?”. “Io”, risponde lei all’illustre interlocutore, “penso che tu l’abbia capito anche te”. E Amato: “Ma per qualcuno forse dei locali sì, ma io non lo so, non lo so. Ma vedi, noi ci muoviamo su cose diverse. Questo non è un processo contro Paolo, ma contro altri”.

Il 13 dicembre del 1990 i responsabili della tangente verranno condannati. Tra loro Walter De Ninno, due anni e mezzo per ricettazione nei confronti di un imprenditore di Pisa. È l’inizio di Tangentopoli. E della fine del Partito socialista.

da Il Fatto Quotidiano del 15 settembre 2013

Amato scrive a Repubblica per non rispondere al Fatto sul caso Barsacchi

di RQuotidiano
Fonte: Il Fatto Quotidiano

La notizia l’ha data Il Fatto Quotidiano, ma Giuliano Amato preferisce replicare a Repubblica, che aveva ripreso la vicenda in un colonnino sperduto a pagina nove e solo perché il M5S ha chiesto le dimissioni del dottor Sottile da giudice della Consulta. Non solo. L’ex premier, nella sua risposta pubblicata dal quotidiano di Largo Fochetti nella pagina delle lettere (con lo stesso ingombro delle normali segnalazioni dei lettori), si difende, ma non dice tutta la verità , omettendo ciò che i giudici hanno messo nero su bianco. La vicenda è quella della telefonata di Amato alla vedova del dirigente socialista Paolo Barsacchi. E’ il 21 settembre 1990, l’ex sottosegretario era morto quatto anni prima ma è comunque accusato dai vecchi compagni di partito di essere l’uomo a cui finì la tangente di 270 milioni di lire per la costruzione della nuova pretura di Viareggio. La vedova del senatore, Anna Maria Gemignani, non vuole che il nome del marito, solo perché è deceduto e non perseguibile, finisca nel fascicolo dei magistrati. E minaccia di fare nomi e cognomi. Interviene Amato, con una telefonata inequivocabile: 11 minuti e 44 secondi in cui il neo giudice della Corte Costituzionale prova a convincere la signora a limitarsi nella difesa del coniuge e a non citare altri dirigenti socialisti coinvolti nella vicenda.

C’è l’audio della telefonata, c’è quanto hanno scritto i giudici nelle carte del processo che portò alla condanna dei responsabili della tangente, tra cui Walter De Ninno, due anni e mezzo per ricettazione nei confronti di un imprenditore di Pisa. Eppure per Giuliano Amato la verità non è quella processuale. Lo scrive nella sua lettera a Repubblica. Dopo aver ricordato che su questa vicenda testimoniò a Pisa nel novembre 1990, l’ex premier prova a raccontare la ‘sua’ versione dei fatti: “Non avevo affatto invitato la signora a non fare i nomi di coloro che le risultavano colpevoli – scrive il dottor Sottile – L’avevo invitata a non fare i nomi di persone su cui non aveva alcun indizio di colpevolezza, pur di salvaguardare la memoria di suo marito. In questo senso le dissi – continua Amato – di difendere lui, senza fare polveroni su altrui”. Poi il giudice Amato racconta come andò a finire: “Il tribunale ne prese atto e finì lì, mentre lì non sarebbe finita se si fosse ritenuto che avessi fatto o spinto a fare qualcosa di illecito”.

La sua versione, tuttavia, cozza con quanto scritto dai giudici, secondo i quali – come riportato dal Fatto Quotidiano due giorni fa – Giuliano Amato chiamò la vedova Barsacchi per evitare “una frittata”, intendendo per tale – scrivono i giudici del tribunale di Pisa Alberto Bargagna, Carmelo Solarino e Alberto De Palma a dicembre di quello stesso anno – “un capitombolo complessivo del Partito socialista“. I giudici vanno anche oltre e, nelle motivazioni della sentenza che condannerà i responsabili di quella tangente, si chiedono come mai “nessuno di questi eminenti uomini politici come Giuliano Vassalli (all’epoca ministro della Giustizia) e Amato stesso, si siano sentiti in dovere di verificare tra i documenti della segreteria del partito per quali strade da Viareggio arrivarono a Roma finanziamenti ricollegabili alla tangente della pretura di Viareggio”. Lo scrivono, nero su bianco, nel momento in cui condannano per la tangente i boss della Versilia del Psi e scagionano loro stessi la figura del senatore Barsacchi. Ma Giuliano Amato, questo, non vuole ricordarlo. Almeno nella lettera che scrive a Repubblica per rispondere al Fatto.

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Fonte: www.valdovaccaro.com

(Questo articolo è disponibile anche in Russo)

Catherine Austin Fitts è presidente di Solari, Inc., editrice del Solari Report e membro amministratore di Solari Investment Advisory Services, LLC. Catherine è stata amministratore delegato e membro del consiglio di amministrazione della banca d’investimento di Wall Street Dillon, Read & Co. Inc., assistente segretario per l’edilizia abitativa e commissario federale per l’edilizia presso il Dipartimento per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano degli Stati Uniti nella prima Amministrazione Bush, ed era il presidente di Hamilton Securities Group, Inc. Catherine ha progettato e chiuso oltre 25$ miliardi di transazioni e investimenti fino ad oggi e ha guidato il portafoglio e la strategia di investimento per 300 miliardi di dollari di attività e passività finanziarie.

Ho appena pubblicato un enorme studio chiamato “The state of our currencies” e quello che descrivo è il fatto che per molti decenni il dollaro è stato la valuta di riserva, ma il sistema sente il peso degli anni ed è in crisi. I grandi banchieri centrali stanno cercando di introdurre un nuovo sistema che però non è ancora pronto. Siamo quindi in un periodo di grandi cambiamenti e incertezza in cui i grandi banchieri stanno cercando di mantenere il sistema del dollaro. Allo stesso tempo stanno cercando di accelerare l’introduzione del nuovo sistema, cercando però che nessuno capisca esattamente cosa sta succedendo.

Il nuovo sistema coinvolge diversi settori ed industrie, e lo descrivo come la fine delle valute. Non è che stiamo introducendo una nuova valuta, stiamo essenzialmente introducendo un nuovo sistema di transazione che sarà tutto digitale ed essenzialmente farà sparire le valute come le conosciamo oggigiorno.

La sfida per loro ora è come commercializzare un sistema che se venisse capito dalla gente, nessuno poi lo accetterebbe. E ovviamente il modo per farlo è con una crisi sanitaria.

E perché una crisi sanitaria rappresenta un modo efficace?

Perché generalmente, se un piccolo gruppo di persone vuole controllare la massa, la domanda è come condurre tutte le pecore al macello senza che se ne accorgano e facciano resistenza. Il perfetto escamotage sono i nemici invisibili. Abbiamo avuto quindi la guerra al terrorismo con i terroristi invisibili, e adesso abbiamo un virus, perfetto perché è invisibile e non puoi provare che non esiste, perché è appunto invisibile. Quindi i nemici invisibili sono sempre i preferiti, in particolare se spaventano le persone, che sentiranno così di aver bisogno del governo per proteggerle dal nemico invisibile.

La seconda tattica molto efficace è il dividi et impera, ovvero mettere gli uomini e le donne l’uno contro l’altro, i bianchi e i neri l’uno contro l’altro etc etc, e in questo i media giocano un ruolo molto importante.

Puoi quindi impedire alle persone di riunirsi, puoi impedire alle persone di organizzarsi, puoi impedire alle persone di incontrarsi e parlare di quello che sta succedendo e così via, e con il tracciamento puoi anche controllare chi sta parlando con chi. Se riesci a convincerli a svolgere il loro lavoro e la loro istruzione online, puoi letteralmente ascoltare tutto ciò che dicono. In questo modo puoi istituire un livello di sorveglianza straordinario, tutto in nome della teoria secondo cui ti stanno proteggendo da un virus invisibile.

È una strategia brillante, e come puoi vedere sta funzionando con molte persone. Non tutte, ma molte persone. Non voglio sottovalutare la capacità di coloro al potere di introdurre agenti patogeni che uccidono le persone e non voglio suggerire che le persone non si ammalano, ma essenzialmente quello che stanno cercando di fare è convincere le persone ad accettare una soluzione senza sapere dove questa porterà eventualmente e quali saranno le conseguenze.

Si sta parlando di un sistema di transazione che non è più una valuta, è un sistema di controllo. Se ogni banca centrale introduce una valuta di banca centrale digitale, avrà la capacità di controllare completamente come utilizzi i tuoi soldi. Se non ti comporti come vogliono loro, sei finito. E inoltre vogliono combinare questo con il transumanesimo, il che significa letteralmente farsi iniettare sostanze che possono istituire l’equivalente di un sistema operativo nel tuo corpo, collegandoti al sistema finanziario letteralmente fisicamente.

Qual è il vero scopo delle misure di lockdown?

Quello che stanno cercando di fare è centralizzare drasticamente il controllo economico e politico. Per esempio: abbiamo 100 piccole imprese in una comunità. Le dichiari non essenziali, le fai chiudere e improvvisamente società come Amazon e Walmart possono prendersi tutte le quote di mercato.

Nel frattempo i titolari di queste piccole imprese devono continuare a pagare il saldo delle loro carte di credito o il loro mutuo, quindi sono intrappolate nei debiti e alla ricerca di denaro per pagare le spese quotidiane. Allo stesso tempo c’è la Federal Reserve che istituisce una forma di quantitative easing in cui comprano obbligazioni societarie e la gente che sta prendendo la quota di mercato può sostanzialmente finanziare allo 0,1%, quando tutti gli altri pagano dal 16 al 17% delle loro carte di credito senza reddito. In pratica riescono a portare via la loro quota di mercato senza problemi, mentre queste persone sono occupate a trovare un modo per dare da mangiare alla propria famiglia.

Nelle elezioni del 2016 abbiamo visto il sostegno della popolazione per candidati che rappresentavano il populismo in una varietà di modi diversi. Bernie Sanders era un populista rispetto agli altri candidati, Donald Trump era un populista rispetto agli altri candidati, e la classe dirigente globale si rese conto che aveva un problema. Problema che poteva essere risolto distruggendo il reddito indipendente delle piccole imprese e dei liberi professionisti.

Se per esempio prendiamo un medico, un avvocato, un commercialista, professionisti indipendenti con un loro studio, queste persone generalmente sosterranno i candidati populisti. Quindi il modo per sconfiggere i candidati populisti e chiudere le loro entrate e il loro sostegno è mettere fine alle attività di questo tipo di persone. In questo modo non ci sarà nessuno a finanziare un Bernie Sanders o un Donald Trump.

Quindi i lockdown sembrano essere più uno strumento economico che un piano di mitigazione dei virus

Questa è una guerra economica, ed ha avuto un grande successo. La classe capitalista globale (e non dovrei chiamarlo capitalismo, si tratta di totalitarismo economico) da aprile 2020 ha aumentato il suo patrimonio del 27%. Sono stati in grado di consolidare quantità fantastiche di ricchezza economica, non solo eliminando il reddito della classe media e consolidandolo nelle loro aziende, ma aumentando significativamente la ricchezza e il potere dei più grandi paesi del G7 e della Cina nei confronti dei mercati emergenti.

I Paesi con la tecnologia più avanzata, accesso all’intelligenza artificiale, a sistemi digitali, e anche allo spazio, stanno consolidando drammaticamente il potere economico nei confronti delle nazioni più deboli. Stiamo quindi assistendo a un consolidamento della centralizzazione del potere economico nelle nazioni più ricche e più potenti e nell’uno per cento delle persone che le controlla.

Descriverei il covid19 come l’istituzione dei controlli necessari per convertire il pianeta dal processo democratico alla tecnocrazia. Ciò a cui stiamo assistendo è un cambiamento nel controllo e l’ingegnerizzazione di nuovi sistemi di controllo. È quindi molto più simile a un colpo di stato che a un virus.

Per circa 20 anni negli Stati Uniti abbiamo avuto un colpo di stato finanziario e sapevamo che alla fine del 1995 era stata presa la decisione di trasferire gran parte dei beni e del denaro fuori dal paese. Questo faceva parte del piano inflazionario dell’economia della globalizzazione. Sapevano che una volta terminato lo spostamento di tutti questi beni avrebbero dovuto consolidare e cambiare il sistema. Quindi dopo il colpo di stato finanziario, dopo aver rubato tutti i soldi nei fondi pensione, dopo aver rubato tutti i soldi del governo, invece di voltarsi e dire alla gente “beh, abbiamo rubato i vostri soldi”, hanno bisogno di una scusa che permetta di consolidare e modificare il sistema fondamentale. Ed ecco quindi un virus magico.

Ogni implicazione del colpo di stato finanziario è stata magicamente risolta dal virus magico. E se guardi il mondo attraverso la matematica del tempo e del denaro, è abbastanza sorprendente che qualcuno ci creda, ma in molti ci credono davvero.

Come pensi che sarà la tecnocrazia verso cui siamo spinti?

La tecnocrazia verso la quale stanno spingendo è ciò che viene chiamato transumanesimo. Si tratta di iniettare materiali nel corpo che creano l’equivalente di un sistema operativo. Tutti conoscono l’idea di Microsoft che ti fa scaricare un sistema operativo nel tuo computer che dà a Microsoft e altri un accesso al tuo computer, e periodicamente devi aggiornarlo perché ci sono nuovi virus.

Si torna così al virus magico che può risolvere tutti i problemi, e questo è un sistema simile per il tuo corpo. Inietti materiali nel tuo corpo che essenzialmente creano l’equivalente di un sistema operativo e di un ricevitore. In questo modo puoi letteralmente collegare tutte le persone al cloud e questo include collegarle al loro sistema di transazione. È ciò che la Bibbia chiama il marchio della bestia. In pratica si sta parlando di essere in grado di identificare digitalmente e tracciare le persone in relazione alle loro transazioni finanziarie.

Si tratta di un mondo caratterizzato da zero privacy. Ma la cosa più importante da capire è che con una o più criptovalute della banca centrale si sta parlando di un sistema in cui ogni banca centrale del mondo può impedirti individualmente di effettuare transazioni se a loro non piace il modo in cui ti comporti.

Molte persone conoscono il sistema di credito sociale cinese. Si tratta di qualcosa molto simile. Con una smart grid a cui sono collegate le loro auto elettriche, le loro comunità e ora anche il loro corpo, è possibile avere una sorveglianza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e se le persone non fanno quello che dicono e si comportano come vogliono loro, ti possono bloccare tutte le transazioni, possono impedirti di muoverti con la macchina, allontanarti da un punto per più di una certa distanza, in un sistema di controllo digitale completo manovrato dai banchieri centrali attraverso il denaro.

Stiamo digitalizzando tutto, inclusi il corpo e la mente umana. Questo sistema fornisce il controllo completo non solo della tua capacità di effettuare transazioni finanziarie, che è collegata al tuo corpo, ma anche una tecnologia di controllo mentale molto sofisticata attraverso i media e le connessioni al cloud. In pratica si sta parlando di collegarsi completamente ad un grosso computer. Transumanesimo e tecnocrazia vanno di pari passo.

Lo descriverei come un sistema di schiavitù dove si passa dalla libertà di muoversi e libertà di dire ciò che vogliamo ad un sistema di controllo completo 24 7, compreso il controllo mentale. Mr Global vuole passare a un sistema di schiavitù e noi vogliamo rimanere una civiltà umana, e questo è il disaccordo fondamentale che si presenta ora davanti a noi.

Osservando cosa sta succedendo, ci sono i colossi di Big Tech che costruiscono il cloud e le telecomunicazioni, i militari che puntano allo spazio e stanno lanciando i satelliti, Big Pharma che sta sviluppando le iniezioni di questi ingredienti misteriosi che modificano il tuo dna e per quanto ne sappiamo ti rendono sterile, e poi abbiamo i media che diffondono la propaganda e poi abbiamo i grandi banchieri che stanno progettando i sistemi cripto centralizzati.

Intanto i media stanno cercando di tenere questi eventi separati, in modo che la gente non possa vedere come tutte queste cose andranno a costituire un sistema integrato, che è fondamentalmente integrato nel tuo corpo e nella tua mente, con lo scopo di istituire un sistema di schiavitù.

In altre parole i media stanno cercando di tenere la popolazione all’oscuro dei veri obiettivi finali, in modo da riuscire a implementarli e farli accettare prima che la gente si renda conto che si tratta di una trappola.

Siamo stati messi in trappola quest’anno?

Si, ma la porta non si è ancora chiusa. La trasparenza può far infatti far saltare il piano dei globalisti. All’inizio dell’anno, quando ho scritto l’articolo “Injection fraud” e ho detto che Bill Gates sta cercando di installare un sistema operativo nel tuo corpo con il virus come scusa per doverlo aggiornare. Tre mesi dopo Yahoo Finance ha pubblicato un sondaggio in cui risultava che il 44% dei repubblicani pensava che Bill Gates volesse impiantare dei chip nel loro corpo, e ho pensato “ok, stiamo facendo progressi”.

Questo è esattamente il momento in cui Bill Gates si è fatto un po’ da parte e hanno spostato l’attenzione sull’operazione Warp Speed, guidata da Moncef Slaoui, ex-dirigente del dipartimento vaccini alla GlaxoSmithKline ed esperto di interfacce macchina-cervello iniettabili. Direi un curriculum perfetto per quel lavoro.

Uno degli sviluppi più importanti avvenuti nel 2019 oltre all’approvazione del piano diretto in corso da parte dei grossi banchieri nella Jackson Hall, è stata l’emissione da parte del dipartimento della difesa del contratto JEDI Cloud a Microsoft. Anche Amazon è essenzialmente un appaltatore delle agenzie di intelligence. Hanno infatti iniziato a generare profitti stipulando importanti contratti con la CIA e con tutte le 17 agenzie di intelligence statunitensi per i loro servizi cloud. Poi alla fine del 2019 anche Leidos ha fatto un grosso contratto con la marina.

Quindi quei tre enormi contratti cloud danno la possibilità, una volta che tutti sono collegati a loro, di riprogettare radicalmente come funzionano i flussi di cassa. Puoi quindi far chiudere tutte le piccole imprese o quasi, e mettere tutti su un reddito di base universale, che è fondamentalmente un sistema di controllo, e gestire il tutto attraverso il cloud militare. La tecnologia ti dà la possibilità di istituire un sistema di controllo completo e centralizzare ulteriormente il controllo economico e politico.

La tratta degli schiavi era incredibilmente redditizia, più redditizia dell’estrazione mineraria, più redditizia dei narcotici, più redditizia di tutti i vizi, e quindi se ora hanno la capacità tecnologica di implementare la schiavitù, il loro atteggiamento penso sia “okay, facciamolo”. E la tecnologia rende anche molto più facile per un piccolo gruppo di persone riunirsi ed essere molto potenti. Per esempio, se introducono una tecnologia energetica rivoluzionaria, il pericolo è che un piccolo gruppo di pazzi possa utilizzarlo come arma. Più potente è la tecnologia che si integra, maggiore è il pericolo che si perda il controllo.

Ci sono altre teorie sul motivo per cui alcune persone vorrebbero il controllo completo. Considerando la difficoltà di sfamare e gestire una popolazione sempre più numerosa, se ora hai la biotecnologia che permette a Mr Global di vivere 150 anni, non puoi mantenere quel segreto. Cioè, se il più ricco vive 150 anni e noi no, il segreto verrà scoperto presto. Quindi perché non ridimensionare la popolazione, usare la robotica per tutto e avere comunque una vita molto lussuosa senza tutti i problemi gestionali di prima?

Penso che il piano di Mr Global sia di usare la tecnologia per passare a un sistema in cui tra la robotica, l’intelligenza artificiale e il software, poche persone possono controllare le popolazioni con meno preoccupazioni. Bisogna tenere a mente che Mr Global ha molta paura della popolazione generale. La leadership negli Stati Uniti si è riunita più volte per discutere su come desecretare tutto, e ogni volta giungono alla conclusione è impossibile. Non è possibile perché le responsabilità sono troppo grandi. La storia del governo è che la popolazione generale a volte si ribella e uccide la leadership. Mr Global ha paura dei 325 milioni di americani armati.

Ecco perché il secondo emendamento è una questione così delicata. La maggior parte delle persone in tutto il mondo non capisce come mai gli americani tengano così tanto alle loro armi e al loro diritto di possederle.

Sarebbe davvero molto conveniente se potessero disarmare la popolazione, e vedrai che se i democratici vinceranno queste elezioni questa è la prima cosa che proveranno a fare. Dopo aver fatto indossare a tutti i pannolini per il viso, proveranno a portare via le armi. Ed è per questo che i repubblicani che detengono il senato sono stati un problema così grande, perché non possono farlo se i repubblicani tengono la maggioranza in senato.

Le elezioni sono davvero un casino eh?

In America esiste una vecchia tradizione di frode elettorale. Quello che dico a tutti è che nessuno di questi candidati sarebbe stato il candidato senza qualche frode, ma non ho mai visto una frode così palese come questa, e penso in una certa misura che non avrebbero potuto fermare una vittoria a valanga di Trump senza ricorrere al covid 19.

Penso che fosse molto importante per loro sbarazzarsi di Trump. Il problema è che hanno commesso frodi massicce e in un modo ovvio e palese, quasi come se si rivolgessero alla popolazione dicendo “devi fingere che questo sia il presidente anche se sai che non lo è”. Abbiamo un falso virus, un virus magico, un falso presidente, un sistema politico magico, e tutto ciò sta davvero diventando molto simile a un culto. È tutto ciò che posso dire. Molte persone pensavano di poter rimanere su una posizione neutrale, ma ora è chiaro che o scegli il culto o scegli la verità. Non c’è via di mezzo.

Quando sono iniziate le rivolte e i governatori hanno deciso che non si poteva andare in chiesa a causa del pericolo del virus magico, ma si poteva invece partecipare alle rivolte e alle proteste, io e i miei colleghi abbiamo cominciato ad analizzare le rivolte. La prima cosa che abbiamo fatto è stata guardare lo stato, le città, se il governatore fosse democratico o repubblicano, e quali erano i casi covid e le morti. Ci siamo ben presto accorti che qualcosa che non andava.

Ci sono 12 banche, una sede centrale e poi le filiali per un totale di 37 sedi della Federal Reserve. Abbiamo segnato tutte le città in cui ci sia una filiale, una banca, o la sede centrale, e quello che abbiamo scoperto è che in 34 delle 37 delle aree con banche presenti ci sono state rivolte e disordini. Questo non è quindi casuale.

Abbiamo allora iniziato ad analizzare Minneapolis, prendendo i dati di tutti gli edifici e delle attività commerciali danneggiate o bruciate, localizzandole sulla mappa e registrando a quale distanza si trovano rispetto alle banche della Federal Reserve. Una volta fatto questo abbiamo potuto individuare le zone di opportunità.

Una zona di opportunità è un meccanismo di protezione fiscale creato nel 2018 per aiutare i miliardari che vendono le loro azioni a evitare le plusvalenze. Se per esempio sei Jeff Bezos, che ha venduto 10 miliardi di dollari di azioni quest’anno, e trasferisci i tuoi proventi in investimenti nella zona di opportunità, gestendoli in un certo modo puoi evitare tutte le tasse sulle plusvalenze. Quindi questo è straordinariamente redditizio.

Guardando alle aree in cui sono avvenute le rivolte, ho notato come tutti gli edifici e le attività commerciali distrutti lungo Lake Street fossero proprio in fondo alla zone di opportunità. Mi sono messa a ridere e ho detto, “Queste non sono rivolte, questo è un piano di acquisizione immobiliare!”

Ad esempio, ho una fiorente serie di piccole imprese di proprietà di afroamericani e ispanici lungo un particolare viale nella zona di opportunità. Prima dichiaro queste attività non essenziali mettendole in crisi e poi scateno i disordini con incendi, saccheggi e danneggiamenti.

Così ora la loro attività è chiusa, sono schiacciati dai loro debiti, e come se non bastasse adesso l’edificio è stato danneggiato e ovviamente l’assicurazione non copre tutte le riparazioni. È chiaro che ora sarà molto più facile ed economico per me arrivare e acquistare tutti quegli edifici. Voilà, si chiama capitalismo dei disastri.

Abbiamo analizzato Minneapolis, poi abbiamo mappato Kenosha, poi Portland e ora stiamo facendo un posto in Ohio e gli schemi che stiamo vedendo sono gli stessi. Come ho detto secondo me si tratta di piani di acquisizione di proprietà immobiliari.

Ad esempio si prevede che il 49% delle attività di San Francisco cesseranno l’attività entro la fine dell’anno. Immagina quanti immobili saranno disponibili a basso prezzo. È fenomenale.

Questo rende molto più economico costruire la smart grid attorno alle banche della Federal Reserve, cosa che presumo vogliano fare se hanno intenzione di lanciare il loro sistema di criptovaluta.

Mr Global sta ora implementando la robotica. Questa è una delle nuove tecnologie che sta davvero iniziando a fare un’enorme differenza. la domanda per Mr Global è “cos’è più efficiente a fare cosa?”, in altre parole, se devo gestire il pianeta e tutte le risorse naturali e raccoglierle a mio vantaggio e assicurarmi che il mio rischio sia ridotto, in che modi e tempi mi conviene usare robot e umani?

La genialità di collegare tutti al cloud con un sistema cripto è che con il software AI posso fare in modo che gli umani insegnino ai robot attraverso il software AI come svolgere tutto il loro lavoro. Ero all’Aspen Institute del 2017 e stavo discutendo con un venture capitalist, e lui mi ha guardato con degli occhi incredibilmente spenti e mi ha detto “sai che posso automatizzare ogni azienda tramite software e robotica e licenziare così tutti gli umani? Non ne abbiamo più bisogno.”

La domanda che si sta facendo Mr Global quindi è “cosa c’è di più efficiente? Se posso fare tutto con i robot allora cosa me ne faccio degli umani?”

Stiamo passando dal sistema attuale a una tecnocrazia. La mia visione del mondo è che gli esseri umani sono individui sovrani, la cui libertà viene dall’autorità divina. Questo è ciò intorno a cui ruotano la carta dei diritti, la dichiarazione di indipendenza, la costituzione. Nella visione tecnocratica invece, un essere umano rappresenta una risorsa naturale come un giacimento di petrolio, da utilizzare come tale. Non sono più individui sovrani ma solamente forza lavoro, che può essere più o meno efficiente rispetto ad un robot.

Mr Global vede la razza umana come il bestiame, non ci vede individui della stessa specie. E con la biotecnologia puntano a vivere molto più a lungo di noi e in modo molto diverso da noi.

Quindi qual è la soluzione?

La cosa molto importante da capire parlando di un sistema transumanista, un sistema di schiavitù, è che la maggior parte di noi lo ha sostenuto, finanziato e costruito. Quindi, quando guardo tutti i grandi dirigenti farmaceutici, mi chiedo perché stiano costruendo un sistema in cui i loro figli o nipoti saranno schiavi? Perché le banche centrali lo fanno?

C’è una teoria in America secondo la quale se guadagni abbastanza riesci ad uscire dal sistema, puoi mangiare cibo biologico e non mangiare OGM, e i nipoti non dovranno prendere i vaccini. Ma se guardi a chi sta implementando tutte queste diverse attività, siamo proprio noi che stiamo costruendo il nostro sistema di schiavitù! Questo significa che abbiamo anche il potere di fermarci. In altre parole non dobbiamo finanziare le aziende che stanno facendo questo, non dobbiamo lavorare per le aziende che lo stanno promuovendo, e non dobbiamo nemmeno pagare le tasse perché il governo non sta assolutamente rispettando le leggi relative alla gestione finanziaria. Abbiamo la capacità di ritenerli responsabili.

Stiamo costruendo la prigione e la stiamo finanziando. Questo ci dà però anche il potere di fermarci, ed è per questo che è così importante che ci rendiamo conto di dove sta andando il sistema. Non ci saranno eccezioni.

Bisogna portare trasparenza su ciò che sta accadendo. Rendersi conto di dove sta andando il sistema e smettere di finanziarlo. Se lavori per Big Pharma e stai contribuendo a tutto ciò, fermati! Trova qualcos’altro da fare.

Bisogna iniziare la conversazione sul nostro futuro, perché dovremo ricostruire l’economia da zero se non vogliamo essere altamente centralizzati. Si tratta quindi di assumersi le proprie responsabilità e diventare individui attivi nella resistenza. Anni fa ero a Washington e stavo scrivendo un assegno sul mio conto private banking alla JP Morgan Chase e nel frattempo ero impegnata in 12 diversi percorsi di contenzioso con le persone che stavano cercando di progettare la bolla immobiliare. Io stavo cercando di fermare la bolla immobiliare. Quindi mi sono resa conto “perché ho un conto in una banca che è coinvolta in questo crimine?”.

Se domani tutti in America si svegliassero e chiudessero il conto JP Morgan Chase e si affidassero ad una cooperativa di credito locale o ad una banca comunitaria, sarebbe una rivoluzione. Sarebbe una rivoluzione totale.

Abbiamo il potere di far saltare questo piano, ma dobbiamo ammettere i nostri sbagli e correggerli attivamente, perché quasi tutti siamo complici nella sua attuazione. O sei dalla parte del sistema di schiavitù transumanista o sei da quella del sistema umano. Ma se sei per un sistema umano allora dovrai trovare un modo per fare soldi e impegnarti socialmente in un sistema umano e smettere di contribuire alla creazione di un sistema transumano.

Non aiutare i militari nell’operazione Warp Speed, non aiutare i vari miliardari di Big Tech a capire come iniettare nanoparticelle nel tuo corpo e collegarle al cloud, non aiutare le grandi aziende farmaceutiche a fare iniezioni che stanno avvelenando bambini americani a morte, non aiutare Big Agricolture a far crescere cibo OGM che sta avvelenando a morte l’America, non aiutare il governo a istituire provvedimenti corrotti per crisi sanitarie progettate, che fanno parte dei capitalismo dei disastri e servono ad arricchire i grossi miliardari e così via.

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di Dott. Urb. Giacomo Calearo

Vicenza è una piccola e bellissima città del nord est che riflette molto bene la nostra identità italiana. Soprattutto la domenica mattina quando, dopo le prime luci dell’alba, le campane delle chiese fanno breccia nel silenzio festivo. Niente auto, pochi treni alla stazione, un tiepido sole che riscalda la mezza stagione e molte persone, famiglie e non, si ritrovano a celebrare la domenica, il giorno di Dio, alla Santa Messa.
E’ bellissimo camminare lungo Santa Caterina, tra le calde luci e le fresche ombre create dalle case, antiche per lo più. Fa brontolare lo stomaco il profumo di vaniglia, di caffè o di brioche che pervade l’intorno di ogni locale in piazza…

Si sente e si vive questa sensazione di ‘pausa settimanale’, questa ‘festa’ quasi fosse conseguenza della festosa attesa affrontata il sabato!
Abitano Vicenza anche dei locali ‘storici’, che ‘da sempre esistono’ (e ci rappresentano), che ogni domenica dimostrano di essere dei veri e propri luoghi e punti della socialità e della ‘ciacola’ in centro storico, pilastri della cultura enogastronomica vicentina. “Da Renzo”, per esempio, offre un perfetto e completo campionario di tartine gourmet da gustare principalmente in piedi, da accompagnare con la classica ‘tasseta’ (o con uno spritz) e una ‘ciacolada’ (quattro chiacchiere).
“Il Ceppo”, storica e rinomata gastronomia da asporto, offre qualche tavolino nel piccolo plateatico dove gustare l’eccellente e ineguagliabile baccalà alla vicentina autoprodotto che, più che un’ottimo stoccafisso, è il simbolo della nostra tradizione e lo specchio della nostra identità – ricorda da dove vieni e capisci chi sei.
Un tempo le famiglie povere, nei giorni di festa, mangiavano ‘poenta e scopeton’ (aringa grande essiccata), una prelibatezza ora, un sistema per mangiare bene e conservare il cibo un tempo.


Scopetòn – ricetta
Togliere i residui di sale dal pesce. Con un coltello squamare le aringhe e lavarle per bene. Spennellarli con lio extra vergine d’oliva e farle cuocere interi sulla griglia (meglio ancora se sulle braci); se necessario ungerle ulteriormente. Quando la pelle dei pesci inizierà a fare le bolle e a bruciacchiarsi, girateli e cuocete l’altro lato. Una volte cotte, aprirle a metà e togliere tutte le lische e la pelle ed eventualmente quel che resta degli organi interni (nel caso fossero presenti non limate le uova o le bianche sacche spermatiche). Mettere tutte le parti su un piatto fondo o una terrina fate riposare per un paio di ore coperte con dell’olio di ottima a qualità, a temperatura ambiente. Per la polenta: in una pentola versa l’acqua e portarla aggiungi un po’ di sale e versa appoggi la frana. Mescola con la frusta e porta a cottura (deve essere bella densa). Servire a piccole dosi, il sapore è molto intenso, con il suo sughetto con la polenta tagliata a fette e abbrustolita. Potete aggiungere anche un po’ di prezzemolo. Il pesce si conserva per parecchi giorni in frigorifero, ben coperto di olio, diventando sempre più delicato di sapore.

Questo ci rappresenta, ci identifica, col nostro spirito di sacrificio e istinto di sopravvivenza mischiati alla creatività e al gusto raffinato che solo noi italiani riusciamo a possedere (cultura e libertà?).
Così è bello passeggiare la domenica mattina a Venezia con profumi, sapori e tradizioni differenti che rendono unica e viva la città, o a Firenze o a Palmanova del Friuli…
Ma questo è solo un piccolo aspetto di come la nostra identità si trasmetta e viva, rendendoci a nostra volta vivi e creativi, simili, pervasi da abitudini comuni, aspirazioni comuni, uniti dalla religione cattolica e dai sani e sempre attuali valori della nostra tradizione!
Una identità che si deve riflettere in ‘ogni popolo nel territorio in cui esiste e ne diventa parte integrante’, così vado in Germania per respirare i profumi della Baviera e per gustarmi una birra ‘con una marcia in più’, che mi appare più buona perchè legata alle emozioni e ai profumi che il posto dove la bevo mi trasmette.
La società multietnica inclusiva che l’europa della baronessa Von der Leyen vorrebbe imporre è invece l’opposto: l’anti-società derivata dall’anti-tradizione, è la distopìa stessa auspicata anche dal faccendiere Klaus Schwab che rende le strutture del ‘mondo migliore’ obbiettivo stesso della ricerca e non strumento di miglioramento. I valori delle minoranze, forse per l’assurda paura di escludere, diventano i valori imposti a tutti, la religione cattolica viene tacciata di poca inclusività e le parole Natale, Natività, Gesù divengono magicamente tabù.
Le tradizioni si mischiano spesso con risultati patetici (mi riferisco ad esempio alla nostra celebrazione dei morti e dei Santi diventata la festa delle zucche, vuote!) e la mediocrità si prende la parte principale del copione. Quando invece ci si scontra con chi non vuole assolutamente rinunciare alle proprie origini si può sfociare persino nell’antisemitismo…
La società multietnica ha fallito in India creando povertà e acuendo il divario tra le caste e negli Stati Uniti d’America creando diseguaglianza sociale estrema: un vantaggio che estende il potere economico e sociale per chi è già facoltoso ma un disastro per i popoli che ‘subiscono’ gli effetti dei capricci della baronessa corrotta di turno.
Noi siamo l’Italia, siamo la nostra terra, siamo le nostre abitudini, la tradizione e la religione che ci lega nei valori dell’esistenza, siamo l’innovazione che sboccia dalle nostre radici solidamente conficcate nelle nostra cara terra. Siamo noi che decidiamo cosa fare e come farlo con l’aiuto di Dio per realizzare il Suo progetto…
Resistiamo e prendiamo sempre più consapevolezza delle nostre origini per capire chi siamo e il nostro valore intrinseco, da ogni cosa e in ogni situazione, attendendo in serenità il dì della festa, come in questa meravigliosa poesia di Giacomo Leopardi:

Il sabato del villaggio – Giacomo Leopardi

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.
Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l’altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s’affretta, e s’adopra
Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
E’ come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

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Il presidente della BCE ha suonato la campana a morto per il dollaro e ha predetto la fine dell’economia mondiale come la conosciamo: sa qualcosa che noi non sappiamo?

Fonte: POLITICO.EU

Di BEN MUNSTER

Illustrazioni di Evangeline Gallagher per POLITICO
Traduzione italiana Dott. Urb. Giacomo Calearo

Nel profondo del deserto del Wyoming, il mese scorso, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, si trovava davanti a un vasto pubblico di banchieri centrali d’élite e predisse con disinvoltura il collasso dell’ordine finanziario internazionale. Splendente in rosso e nero, somigliava a un tartufo di cioccolato Lindor umanoide – e sebbene il suo avvertimento fosse diluito dal solito gergo impenetrabile, il sottotesto era sufficientemente chiaro e drammatico.
“Per i politici con un mandato di stabilità”, ha aggiunto con eufemismo, “questo rappresenta una sfida significativa”.

Una “nuova era”? – e proveniente da un membro del più tetro e privo di fantasia dei sacerdozi tecnocratici globali, i banchieri centrali? L’avvertimento di Jackson Hole non è stato nemmeno il primo momento in cui Lagarde si è preoccupata pubblicamente per il destino dell’ordine internazionale del libero mercato, del dominio del dollaro e della globalizzazione che lei ha contribuito a creare. Mentre altri hanno sollevato la questione, Lagarde è stata schietta. Proprio ad aprile, è stata la prima grande banchiera centrale occidentale a sollevare esplicite preoccupazioni sulla fragilità del biglietto verde, il cui dominio internazionale, secondo lei, “non dovrebbe più essere dato per scontato”.

Tutto sommato, è stato decisamente strano da parte del leader della sacra autorità monetaria, il cui dipartimento delle comunicazioni raramente parla di qualcosa di più avvincente della politica di bilancio e degli aggiustamenti dei tassi di deposito. Detto da una donna la cui lunga carriera ai vertici è stata definita da una deferenza verso l’ordine internazionale guidato dagli Stati Uniti, era addirittura apostasia. La cosa più allarmante è stata l’apparente indifferenza di Lagarde al potere delle sue stesse parole sullo stato di detto ordine internazionale. Un funzionario della Bce è rimasto talmente sorpreso dai commenti di aprile da chiedere all’autore del discorso cosa intendessero, solo per essere rassicurato che erano stati “fraintesi” e che erano semplicemente un’affermazione del ristretto mandato dell’istituzione per la stabilità dei prezzi.

Ma è difficile non chiedersi se Lagarde, dopo una vita passata a gestire l’establishment globale da una crisi all’altra, abbia identificato un potenziale evento di estinzione – e stia sostenendo che, ancora una volta, è lei che dovrebbe aiutare il mondo a evitarlo. “Sono d’accordo che abbia ragione”, ha detto l’investitore in pensione a reddito fisso Jay Newman. “Ci saranno grandi cambiamenti nel commercio e negli investimenti”. Paul Podolsky, un altro trader di lunga data, ha ipotizzato che Lagarde stesse preparando la BCE, secondo lo stile francese, per una “possibile situazione in cui l’euro avrebbe più leadership nel sistema globale di quanto avrebbe normalmente”.

Altrove, la sensazione prevalente è la confusione, non ultimo per l’apparente disprezzo di Lagarde per la tradizione di insipidezza in un settore in cui ogni espressione è pesantemente esaminata da forze di mercato ossessive e istintive. “Quello che ha detto Lagarde non è la cosa naturale da dire per un banchiere centrale, nel senso che in genere non scelgono il rischio di coda come base di riferimento”, ha lasciato nel panico un analista in nervoso anonimato, riferendosi a un tipo di rischio che è raro ma mortale. “Forse non si rende conto di quanto sia insolita la comunicazione per un banchiere centrale – o forse sa qualcosa che noi non sappiamo”.

Allora cosa vuole Lagarde? Il problema è che è difficile capire cosa, se non altro, la muove effettivamente. Pochi sono stati in grado di discernere in lei sentimenti forti o principi guida al di là di una vaga nozione di “servizio” alle istituzioni che invariabilmente finisce per guidare attraverso crisi drammatiche ed epocali. Una sfinge dal sorriso accattivante, possiede un fascino che può sembrare autentico e calcolato. “Poteva essere divertente quando necessario”, ha detto un ex collega.

Cosa fa per divertirsi? Raramente legge per piacere. Nessuno intervistato da POLITICO l’ha mai vista leggere un libro, o qualcosa che non sia un briefing politico. Ha poco tempo, comprensibilmente, per dedicarsi agli hobby. Le piace fare la marmellata, a luglio, per la sua famiglia, ed è incline a qualche partita di golf con i banchieri centrali. Prima nuotava regolarmente ma ora non così spesso, costretta com’è da un intenso programma di lavoro. In termini di visione del mondo, chi la conosce deduce che se crede in qualcosa sia centrista, o vagamente di centrodestra. Ma la maggior parte si ferma al “pragmatico”.

A differenza di molti dei tecnocrati da cui si ritrova circondata, tuttavia, è un’affascinante opportunista e un’abile comunicatrice. Possiede una straordinaria predisposizione, simile a quella di Forrest-Gump, nel trovare il ritmo trainante della storia e, se non proprio nel coglierlo, nel sopravvivere.

Fin dall’inizio, ha seguito una traiettoria quasi verticale, salendo dalle profondità della periferia della Normandia per guidare l’importante studio legale di Chicago Baker McKenzie, dove ha corteggiato sia i colleghi che l’élite imprenditoriale internazionale. (“È forse la persona più gentile che abbia mai avuto il piacere di conoscere”, ha detto l’ex collega di Baker Marc Levey.) In un periodo di massima globalizzazione, l’azienda ha aiutato grandi aziende emergenti come Dell a entrare in Europa, e nel 2005 la sua la crescente importanza l’aveva portata a ricoprire un ruolo non eletto nella politica francese. Come ministro delle finanze, ha lottato con la crisi finanziaria, ha professato fedeltà eterna a Nicolas Sarkozy (“Usatemi finché vi fa comodo”, scrisse all’allora presidente francese) e in seguito è stata condannata per “negligenza” in uno sordido affare che coinvolgeva pagamenti di fondi pubblici a un uomo d’affari miliardario, ma è sfuggita alla punizione quando il giudice ha avuto pietà di lei. (“Ha agito su ordine”, ha detto un ex collega politico al quotidiano Guardian. “Non ha fatto nulla di male nella sua vita.”)

Con insolita facilità, Lagarde rimase in prima linea in continua evoluzione nel consenso dell’establishment, una figura quasi cerimoniale, simile a Elisabetta II, percepita come un amministratore efficace ma spesso costretta dalle circostanze dall’esercitare qualsiasi potere reale. Consideriamo il suo periodo come amministratore delegato del Fondo monetario internazionale, la venerabile istituzione fondata 77 anni fa che presta denaro, spesso a condizioni severe, ai paesi indebitati quando nessun altro lo fa. È entrata a far parte del FMI nel 2011. Era un periodo buio, il culmine della crisi dell’eurozona. La Grecia è stata l’infelice protagonista, costretta a tagliare quasi fatalmente la propria spesa pubblica per volere dei suoi creditori franco-tedeschi dopo un’abbuffata di spesa durata un decennio, i cui effetti è stata mascherata manipolando i suoi dati ufficiali.

Come membro del governo francese, Lagarde, in linea con il consenso prevalente, si era opposta al coinvolgimento del FMI. Ma quando il capo del fondo, Dominique Strauss-Kahn, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale a New York, si è lanciata verso il posto più importante. Ha intrapreso uno sfarzoso tour mondiale, ha chiacchierato con la Cina e ha diviso il voto latinoamericano, battendo facilmente il suo rivale, l’illustre banchiere centrale messicano Agustín Carstens. Considerata la pessima reputazione del suo predecessore – e nonostante le precedenti assicurazioni che gli europei avrebbero ceduto il controllo alle economie emergenti che ora erano tra i loro creditori – è stata una vittoria elegante, anche se in definitiva prevedibile.

Una volta in carica, tuttavia, raramente era più di un elegante manager intermedio, ammettendo prontamente di non essere lei a prendere le grandi decisioni. Né, ha ammesso, era un granché come economista: il suo capo economista, Olivier Blanchard, la paragonò, con calore, a una “studentessa del primo anno”. “Cercherò di essere un buon direttore d’orchestra”, ha detto Lagarde dopo essersi unita. “E si sa, senza essere troppo poetici, non tutti i direttori d’orchestra sanno suonare il pianoforte, l’arpa, il violino o il violoncello.” Era principalmente una mediatrice informata che influenzava ma non dettava, lì per creare consenso tra gli stati-nazione rappresentati nel consiglio del FMI – il che in pratica, secondo alcuni, significava ottenere l’accettazione per qualunque decisione gli europei e gli Stati Uniti avessero già preso in anticipo. .

Ha messo le nazioni emergenti l’una contro l’altra, offrendo grandi concessioni al nuovo arrivato più potente, la Cina, mentre metteva da parte gli altri, secondo Paulo Nogueira Batista, membro del consiglio brasiliano dell’epoca. “L’amministratore delegato e lo staff del fondo si avvicinavano a noi individualmente per spiegare cosa stavano pensando e spiegavano le loro opinioni, e dicevano: ‘Senti, capiamo che non sei soddisfatto della soluzione, ma lascia che te lo dica’. , abbiamo già la maggioranza necessaria’”, ha ricordato Batista. “E poi, se resistessimo ancora, saremmo in minoranza”. Era anche molto vicina al membro del consiglio americano, David Lipton. “Christine non sarebbe stata così brava senza David, e David aveva bisogno che lei fosse il volto del fondo – con il suo carisma e il suo fascino”, ha detto Daniel Heller, che rappresentava la Svizzera nel consiglio di amministrazione.

Il risultato? Contro il parere degli Stati Uniti, di molti paesi emergenti e degli stessi pensatori del Fondo, tra cui Blanchard, il Fondo si è piegato alle pressioni europee e ha firmato un accordo che ha lasciato la Grecia gravata dai suoi debiti per altri quattro anni prima che avesse un’altra possibilità di rinegoziare. Anche quando la stessa Lagarde ha condiviso il punto di vista di Blanchard, la pressione da parte di un blocco europeo guidato dalla Germania ha fatto sì che lei potesse cambiare poco. Nessuno si è sorpreso quando, nel 2015, le tensioni causate da quel piano di salvataggio sono arrivate a livelli vertiginosi, innescando l’ascesa di un governo ribelle di sinistra in Grecia.

Ai successivi vertici tesi dei ministri delle finanze dell’Eurozona, seduti attorno a un lungo tavolo in una stanza senza finestre e scarsamente illuminata a Bruxelles, è stata in grado di offrire occasionalmente un boccone di benevola distrazione. “Era molto divertente”, ha detto Jeroen Dijsselbloem, allora capo dell’Eurogruppo, ricordando che nei “momenti più impossibili”, con il destino della Grecia e dell’Eurozona in bilico, “frustrava nella borsa e tirava fuori qualche M&M’s e dici: ‘Prendiamo dei cioccolatini.’”

“Sì, Lagarde è stata personalmente cordiale”, ha ammesso Yanis Varoufakis, all’epoca ministro delle finanze greco. Ma per lui questo contava poco. “Poiché era costretta dal Fondo monetario internazionale, era impotente”, ha detto. “E dato che era molto ansiosa di non mettere a repentaglio la sua posizione nell’ordine gerarchico istituzionale, era felice di accettare la nostra schiacciamento.”

Con gli Stati Uniti esasperati e con l’Eurozona che sembra aver superato la crisi esistenziale, il Fondo si è ritirato all’ultimo momento dalle tese negoziazioni su un terzo piano di salvataggio con il governo greco, citando gravi disaccordi tra Atene e i suoi creditori. Lagarde – con le mani accuratamente lavate da qualunque cosa sarebbe accaduta dopo – è emersa con la sua reputazione intatta.

Allora cosa pensare della sua recente trasformazione da visionaria minore? Lagarde ha sempre parlato dei grandi e meritevoli problemi del giorno attraverso una gamma eclettica di media – apparendo l’anno scorso sulla TV irlandese in prima serata, ad esempio, per offrire una diagnosi psicologica da poltrona su Vladimir Putin e discutendo della sua vita sessuale in Rivista Elle France nel 2019. Ma ora, le sue parole – come ha imparato nel modo più duro – hanno un peso enorme.

Inizialmente, con il tatto che la contraddistingue, affermò di non volere nemmeno il posto alla BCE, ma nel giro di pochi mesi le fu chiesto di candidarsi, e nel novembre 2019 lo ottenne, come candidata di compromesso che vide la tedesca Ursula von der Leyen prendere il posto. carico della Commissione europea. “Quindi Lagarde è stata coinvolta, ad esempio, per rendere più verde l’economia e altre cose oltre la politica monetaria”, ha ricordato Carsten Brzeski, capo economista di ING Economics e critico ironico di Lagarde. “E poi abbiamo avuto la pandemia”.

Il nuovo coronavirus è stato più che all’altezza delle decantate capacità comunicative di Lagarde (o, in effetti, di chiunque altro). Ma ciò non significava che non potesse causare molti danni. Il disastro è arrivato proprio all’inizio della pandemia, in una conferenza il 12 marzo 2020, mentre rispondeva alle domande dei media sulla precoce e allarmante diffusione del COVID-19 nel nord Italia. Alla domanda se avrebbe agito per ridurre lo “spread” pericolosamente alto sugli interessi pagati sul debito italiano, Lagarde ha offerto una risposta ormai famigerata che ha fatto saltare in aria l’economia italiana – e con essa gran parte della sua credibilità. Il suono catastrofico? “Non siamo qui per chiudere gli spread”.

Potrebbe non sembrare molto, ma nel mondo arcano delle banche centrali equivaleva a lanciare una maledizione. Anni prima, Mario Draghi, il predecessore di Lagarde, aveva notoriamente “salvato l’eurozona” annunciando che la BCE avrebbe fatto “tutto il necessario” per sostenere miliardi di euro di debito sovrano a rischio. Le banche centrali fanno affidamento su un certo misticismo enigmatico, di cui Draghi, il tecnocrate solitario e formato dai gesuiti per eccellenza, aveva in abbondanza. Al semplice cenno dell’Italia, i mercati del debito si sono calmati. Draghi non ha nemmeno avuto bisogno di utilizzare il figurativo “bazooka” per inondare effettivamente l’eurozona di denaro. Sono bastate le sue parole.

Il commento di Lagarde è stato “tutto il necessario” al contrario: un bazooka girato a faccia in giù. “Ho visto lo spirito Draghi lasciare la stanza”, ha ricordato Brzeski inquietante. “Per anni siamo stati viziati dalla sua famosa magia – riusciva a calmare i mercati finanziari semplicemente leggendo l’elenco telefonico – e poi arriva Lagarde e rovina tutto in dieci minuti. La magia di Draghi è stata esorcizzata e Lagarde è stata l’esorcista”.

I mercati obbligazionari sono esplosi. Prima di entrare nella banca, Lagarde era stata proposta come arbitro il cui ruolo principale sarebbe stato quello di creare consenso tra i governatori delle banche centrali che prendono decisioni presso la BCE. Ma il fiasco degli “spread” ha ricordato chiaramente che lei era l’unica responsabile in quanto voce della politica monetaria dell’euro. E lei ha rovinato tutto. La sua autorità è crollata. “In passato sapevamo che dovevamo ascoltare con molta attenzione Draghi”, ha detto Brzeski. “Ora i mercati sanno che normalmente non è Lagarde a prendere le decisioni”. Inoltre, si stava divertendo troppo, pontificando sul cambiamento climatico e sulla giustizia sociale. “Come banchiere centrale non si improvvisa”, ha affermato Brzeski. “Sei noioso, ripeti sempre gli stessi messaggi.” Una volta, al termine di una conferenza stampa, ha ricordato un analista, i giornalisti hanno inondato Isabel Schnabel, responsabile delle operazioni di mercato della BCE, lasciando Lagarde da sola a prendere appunti.

Gli ex colleghi si chiedono se le manca il FMI, dove ha potuto essere una finanziera rockstar, per sostenere senza preoccuparsi di come sono andate le sue dichiarazioni. “Voglio dire, questo lavoro è incredibile, ti mette in contatto con il potere globale ai massimi livelli”, ha affermato Heller, membro del consiglio svizzero. I media francesi, come al solito, hanno ipotizzato che i suoi occhi fossero davvero puntati sulla presidenza, una voce che non è mai scomparsa del tutto.
“Forse lei disprezza le banche centrali”, si chiedeva Brzeski, sembrando ferito. “Forse lo trova noioso.”

Tutto ciò per dire che ora, quando Lagarde dice qualcosa, è lecito ritenere che lo stia dicendo con intenzione. “Ha avuto una curva di apprendimento molto ripida, ma ha anche scalato la curva di apprendimento molto rapidamente”, ha affermato Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese. Perfino Brzeski ha osservato che la straziante esperienza dell’inflazione dello scorso anno ha costretto Lagarde a una certa stanca serietà, e recentemente si è scagliata contro un giornalista di Reuters che metteva in dubbio le sue mutevoli opinioni sulla politica monetaria. Dal pulpito sembra senza vita, annoiata e senza più divertimento: una disperazione crescente, ha detto Brzeski, che almeno l’ha resa più credibile davanti ai mercati.

Proprio come ha espresso il suo pensiero sul cambiamento climatico e sulla guerra in Ucraina, può darsi che Lagarde, con i suoi recenti commenti, stia cercando la prossima grande crisi su cui assumere la leadership cerimoniale. Oltre all’inasprimento delle politiche, il suo oberato team pubblicitario dà priorità al branding delle politiche: frasi vivaci, terzine allitterative, spiegazioni politiche basate su cartoni animati. “Lei vede il quadro generale”, ha detto il governatore della banca centrale lettone Mārtiņš Kazāks. “Basta guardare il suo CV.” “Penso che sia gelosa e stia ancora cercando il momento del ‘qualunque cosa serva’”, ha detto il membro dello staff della BCE sopra citato, in modo un po’ meno caritatevole.

È anche molto probabile che lei creda sinceramente che le cose stiano prendendo una brutta piega e che, in un certo senso, stia piangendo il collasso del sistema globalizzato che lei ha plasmato e che a sua volta ha plasmato lei. E quando si è alle prese con un mondo sbilanciato, è utile avere un avvocato che comunica le cattive notizie. Una politica monetaria efficace richiede la sintesi di volumi planetari di dati e, come dicono i suoi colleghi, Lagarde ha l’addestramento per inalare grandi galassie di questa sostanza, trascorrendo gran parte della sua vita da sveglia a districarsi in un denso materiale informativo. “Leggi le note a piè di pagina del suo discorso”, ha esortato il veterano osservatore del mercato Podolsky. “Tutto quello che sta facendo è, come un avvocato, leggere – o far leggere al suo staff – tutte le ricerche del personale provenienti da BCE, OCSE e FMI, ed estrarre i pezzi che supportano le sue domande”.

Come un gufo prima di un terremoto, Lagarde sembra viva, ha detto Podolsky, alla prospettiva di “un mondo più ostile”, di guerra e deglobalizzazione, del declino cinese e di un’inflazione che non muore mai del tutto. È un’incertezza caotica che ha lasciato il Consiglio direttivo della BCE diviso e i mercati a disagio, in vista dell’annuncio di giovedì se la banca continuerà ad aumentare i tassi di interesse o si prenderà una pausa, un riconoscimento che l’economia – e il settore manifatturiero politicamente sensibile in particolare – si è raffreddato. (La BCE e Lagarde, attraverso l’ufficio stampa della banca, hanno rifiutato di commentare questo articolo.)

C’è un’altra possibilità, tuttavia. Come Lagarde ha imparato, le previsioni di un grande banchiere centrale comportano il rischio di autoavverarsi. “Se lei fosse ministro delle Finanze nessuno le presterebbe attenzione”, ha osservato l’analista parlando in condizione di anonimato. Con l’inflazione infuriata, come ha notato la stessa Lagarde in un recente discorso, il pubblico è sempre più in sintonia con le operazioni e le comunicazioni della banca, il che rende l’economia, a sua volta, più sensibile al tocco di Lagarde. Ciò, ha aggiunto, fornisce “una preziosa finestra di tempo per trasmettere i nostri messaggi chiave”.

Messaggi chiave! La politica monetaria è già una forma debole di controllo mentale di massa: Lagarde potrebbe forse cercare di dare vita a un nuovo paradigma economico su cui agganciare le sue fortune professionali? È sempre stata disposta a dire, beh, qualunque cosa serva, per la sua sopravvivenza, anche quando farlo va oltre il suo livello di competenza. Un’eredità come capo della BCE che ha supervisionato l’ascesa dell’euro come sfida al dominio del dollaro sarebbe un elegante fiore all’occhiello.

E se l’Armageddon non arrivasse mai? Sarà nella posizione giusta per prendersi il merito di averlo evitato. Lagarde – come la maggior parte dei banchieri centrali – è stata umiliata dall’improvviso aumento dell’inflazione. Come ha affermato Brad Setser, ex economista del Tesoro degli Stati Uniti, i suoi recenti commenti riflettono il desiderio di enfatizzare i rischi come forma di controllo dei danni. “Nasce dal bisogno di essere riservati”, ha detto.

Chiamatela gestione delle aspettative apocalittiche. Se la politica della BCE non riesce a guidare l’Europa in modo sicuro attraverso la frammentazione economica globale, Lagarde può tranquillamente dirlo, beh, scusa, ma ha sempre avvertito che ciò potrebbe accadere. E poi, come al solito, emergerà dalla calamità senza colpa: certo, il teatro dell’opera sarà anche macerie in fiamme, i suonatori di ottoni si scontrano a vicenda e la sezione dei fiati ridotta in cenere, ma dopotutto lei è solo il “direttore d’orchestra”.

Lettering by Evangeline Gallagher for POLITICO. Source images by Hollie Adams/Bloomberg via Getty Images, Thomas Lohnes/Getty Images, Boris Roessler/Picture Alliance via Getty Images and pool photo by Sebastian Gollnow via Getty Images. Animation by Dato Parulava/POLITICO.

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di Gianni Lannes – 02/09/2013

Fonte: Arianna Editrice

Fonte originaria (link interrotto): Su la testa!

relitto del Dc9 Itavia abbattuto il 27 giugno 1980 nei cieli di Ustica

Una strage (impunita) di guerra in tempo di pace. Lo scrittore Leonardo Sciascia diceva che “l’Italia è una Paese senza verità”. Impossibile dargli torto. Dopo 33 anni una strage senza giustizia di 81 civili (compresi i bambini) non fa più notizia nel Belpaese con scarsa o nulla memoria sociale; a mio avviso, tuttavia, è pur sempre di scottante attualità perché riguarda tutti noi. Il pretesto? Nucleare: alla voce Comitato Nazionale Energia Nucleare (CNEN).

Il segreto dei segreti

Il 19 marzo 1980 il quotidiano New York Herald Tribune riferisce di “un accordo italo-iracheno: Roma vende a Baghdad materiale radioattivo in cambio di consistenti forniture di petrolio; inoltre il governo iracheno si è impegnato a comprare una decina di navi da guerra di fabbricazione italiana”. Ovviamente c’è il beneplacito del presidente Carter ed il via libera del primo ministro Francesco Cossiga. A maggio si riunisce a Roma una Commissione italo-irachena, formata dal ministro del Commercio estero Enrico Manca (psi), dal ministro omologo iracheno Hassan Alì e dal sottosegretario del petrolio Abdul Munim Alwan Samarai. Il governo iracheno chiede armi e tecnologia nucleare in cambio di petrolio. Il primo contratto stipulato, in cui figura la Snia Techint e l’Ansaldo, ha un importo di 50 milioni di dollari. Al contempo, il Governo francese fornisce all’Iraq l’uranio arricchito che trasporta a Tuwaitha a bordo di un Airbus 300.

Dunque, il movente, ovvero il conferimento ad un Paese mediorientale di tecnologia strategica, o meglio atomica; un’azione da impedire a tutti i costi. Il DC9 Itavia era stato utilizzato segretamente dallo Stato italiano per il trasferimento di componenti nucleari in Iraq (prima tappa da Bologna a Palermo, a bordo di un volo insospettabile, ma non per il Mossad). I contratti miliardari sono passati tutti attraverso la filiale USA della BNL di Atlanta.

Il governo sionista di Tel Aviv (soprattutto Begin) non vede di buon occhio la situazione e si prepara a sabotare con ogni mezzo l’impresa. Infatti, il 27 giugno 1980, a scopo puramente dimostrativo, dopo aver già realizzato qualche attentato intimidatorio da parte del Mossad, avvertimenti ed ultimatum al governo italiano, i velivoli israeliani camuffati da mig abbattono il Dc 9 Itavia, decollato da Bologna con destinazione Palermo. E’ un segnale forte contro l’Italia. Due piloti italiani, gli ufficiali Naldini e Nutarelli – in seguito assi delle frecce tricolori morti nell’inverosimile “incidente” di Ramstein, una settimana prima di essere interrogati dal giudice Priore sulla strage di Ustica – quella sera intercettarono gli aerei da guerra della Stelle di Davide che avevano bucato la difesa aerea italiana. A Naldini e Nutarelli viene prontamente ordinato qualche minuto prima del momento fatale di tornare alla base di Grosseto. Alle 81 vittime diretta del volo IH 870 bisogna aggiungere altre 20 persone, “suicidate” dai servizi di intelligence perché sapevano troppo.

Nella Repubblica degli omissis, i depistaggi classici sono imbastiti mediante distrazioni provvidenziali, ritardi clamorosi o errori giudiziari. Cossiga docet. Appare inverosimile: i magistrati della Procura della Repubblica di Reggio Calabria (Neri) e di Matera (Pace) che indagavano insieme su un centro dell’Enea in Basilicata (Trisaia) entrarono casualmente in possesso di informazioni interessanti sulla strage di Ustica, e le trasmisero ai giudici competenti, ma senza esito.

La verità, però, non si può uccidere e prima o poi salta fuori. Accadde il 27 giugno 1980. A Bologna 81 persone salgono a bordo dell’aeroplano civile diretto a Palermo: 64 passeggeri adulti, 11 ragazzi tra i dodici e i due anni, due bambini di età inferiore ai ventiquattro mesi e 4 uomini d’equipaggio. Il velivolo decolla alle 20.08 e sparisce dai tracciati radar alle 20.59.

«L’incidente al Dc 9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento. Il Dc 9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto». Sono le parole con le quali il giudice Rosario Priore – alternatosi ai colleghi Aldo Guarino, Giorgio Santacroce e Vittorio Bucarelli – ha chiuso il 31 agosto 1999, la più lunga istruttoria della storia giudiziaria italiana. Caccia non identificati, radar che vedono e non vedono, un buco nero di segreti, omissioni, depistaggi e menzogne a caratura istituzionale con coperture di livello internazionale.

Quella sera andò così. Due caccia Phantom F-4 – regalati dagli Usa ad un potente alleato – entrarono nel Tirreno posizionandosi tra Ponza e Ustica, in attesa del bersaglio, esattamente nel punto – non rilevabile dai radar – in cui avevano verificato un’ampia zona d’ombra nella difesa aerea italiana. Sembrava una missione impossibile, ma si erano preparati per mesi a quella che giudicavano un “atto di vitale autodifesa”. I missili si allontanarono nel vuoto e colpirono l’aereo civile italiano. I due caccia di Israele – modificati e riforniti in volo – assistiti da un velivolo Sig-int, allora si divisero e uno di essi attraversò la costa tirrenica della Calabria per fare rientro nella terra promessa. Per la cronaca per tutta la primavera dell’anno 1980 i velivoli bellici di Israele si erano esercitati a bucare la difesa tricolore, per scovare i numerosi punti deboli. L’anno successivo gli israeliani replicarono con il bombardamernto in Iraq del complesso nucleare di Osirak, un’altra impresa considerata – a torto – logisticamente impossibile. Ma in questo caso se ne vantarono pubblicamente. Capaci di azioni criminali impensabili e tecnicamente giudicate impossibili. A missione compiuta il premier Begin fu colto da un infarto.

un documento ufficiale dello Stato italiano

Il muro di gomma sembra impenetrabile. L’orecchio di Echelon Usa dalla base di San Vito dei Normanni (Brindisi) ha registrato tutto, istante per istante, alla stregua di Shape, un organismo Nato, di stanza a Bruxelles, ma il Pentagono non collabora. Oggi sono note cause, dinamica e scenario internazionale di matrice bellica. Mancano all’appello solo gli autori materiali della strage e i loro mandanti ben protetti. Perché questa verità era così inconfessabile da richiedere il silenzio, l’omertà, l’occultamento delle prove?

Missili in fondo al Tirreno: filmati ma non recuperati

Il 22 maggio 1988 il sommergibile Nautile esplora il Mar Tirreno alla ricerca del Dc9 Itavia. Alle 11,58 le telecamere inquadrano una forma particolare. Uno dei due operatori dell’Ifremer scandisce in francese la parola “misil”. Alle 13,53 s’intravede un’altra classica forma di missile. Le ricerche della società di Tolone vengono sospese tre giorni dopo. L’ingegner Jean Roux, dirigente della sezione recuperi dell’Ifremer, subisce uno stop inspiegabile dall’ingegner Massimo Blasi, capo della commissione dei periti del Tribunale di Roma. I due missili non vengono raccolti neppure durante la seconda operazione di recupero affidata a una società inglese. Forse, perché la Stella di Davide è intoccabile? Trascorrono tre anni prima che i periti di parte abbiano la possibilità di visionare i nastri dell’operazione Ifremer. Secondo un primo tentativo di identificazione di tratta di un “Matra R 530 di fabbricazione francese” e di uno “Shafrir israeliano”. I dati tecnici parlano chiaro. Quel Matra è “lungo 3,28 metri, ha un diametro di 26 centimetri con ingombro alare di 110, pesa 110 chilogrammi: è munito di una testata a frammentazione e può colpire il bersaglio a 3 km di distanza con la guida a raggi infrarossi e a 15 km con la guida radar semiattiva”. L’altro missile è “lungo 2,5 metri, 16 centimetri di diametro e 52 di apertura alare, pesa 93 kg e ha una gittata di 5 km”. Entrambi i missili erano in dotazione ai caccia di Israele, in particolare: Mirage III, Kfir, F4, A4, F15, F16.Uno di quei missili è stato lanciato contro il Dc9.

Le ultime scoperte dei periti di parte civile hanno confermato senza ombra di dubbio che il Dc 9 è stato abbattuto da un missile. La prova è costituita da 31 sferule d’acciaio (diametro 3 millimetri) trovate in un foro vicino all’attacco del flap con la fusoliera. La loro presenza può essere spiegata con l’esplosione vicino alla parte anteriore dell’aereo della testa a frammentazione di un missile. La requisitoria del giudice Priore parla di una operazione militare condotta da Paesi alleati -americani, francesi, inglesi e libici – della quale gli italiani sono stati testimoni diretti. Nei tracciati radar si vede addirittura un elicottero decollato dal mare, presumibilmente da una portaerei, giungere nella zona del disastro prima che arrivassero, con deliberato ritardo, i soccorsi. Che cosa si è voluto insabbiare con tanto accanimento? Il ruolo attivo di Israele? «E’ una questione di dignità nazionale – argomenta Daria Bonfietti che ha perso il fratello Alberto – Un’altra Ustica può ripetersi in qualsiasi momento».

Le 5.600 pagine di requisitoria del giudice Priore parlano di una operazione militare condotta da Paesi alleati della quale gli italiani sono stati testimoni diretti. Nei tracciati radar si vede addirittura un elicottero decollato dal mare, presumibilmente da una portaerei, giungere nella zona del disastro prima che arrivassero, con deliberato ritardo, i soccorsi. A poca distanza dal luogo di ammaraggio dell’aereo civile staziona l’unità militare italiana Vittorio Veneto che però non presta alcun soccorso. L’ultima testimonianza è di un ufficiale di macchina da me scovato ed intervistato che ho prontamente segnalato – unitamente ad altri tre testimoni degli eventi (tre ex militari dell’Aeronautica militare, perseguitati dall’Arma azzurra) ai magistrati titolari dell’inchiesta presso la Procura della Repubblica di Roma (Maria Monteleone ed Erminio Amelio).

indumenti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870 (fonte: Museo per la memoria di Ustica a Bologna)

In fondo al Tirreno, c’erano due missili (uno di fabbricazione israeliana e l’altro francese, ma in dotazione entrambi all’aviazione di Gerusalemme). Ecco le coordinate: 39°43′0″N 12°55′0″E.

Il missile non era ad impatto; era a risonanza: perché se il missile fosse stato ad impatto dell’aereo non avremmmo più traccia, neanche una scheggia.

Il Dc 9 Itavia aveva a bordo 81 passeggeri, tra cui 64 adulti, 11 bambini tra i due e i dodici anni,, due bambini di età inferiore ai 24 mesi, oltre ai 4 membri d’equipaggio.

Dopo 33 anni l’abbattimento di questo aereo civile non ha nessun colpevole. Alla tragedia umana di uno Stato criminale – di vari Governi e dell’Aeronautica Militare tricolore – che non ha voluto fornire una spiegazione, preferendo la fedeltà al segreto NATO. Nel 2003 il Governo italiano ha siglato con Israele un trattato di cooperazione militare, ratificato nel 2005 con la legge 94 dal Parlamento italiano (“opposizione” inclusa con il beneplacvito del presidente della Repubblica). I magistrati italiani per quanto determinati sono andati a sbattere una seconda volta contro il muro di gomma. La beffa finale: da alcuni anni le forze armate di Tel Aviv svolgono esercitazioni militari in Italia e con l’Italia nel quadro di alleanze del Patto atlantico.

Post scriptum

Qualche anno fa – accompagnato alla Procura della Repubblica di Roma da due poliziotti della scorta della Polizia di Stato – ho riferito, o meglio verbalizzato ai magistrati Amelio e Monteleone quanto avevo scoperto indagando per dieci anni sulla strage di Ustica. Ed ho indicato loro alcuni testimoni (ex militari) mai interrogati dall’autorità giudiziaria. Uno di essi (un ex ufficiale della Marina Militare) ha dichiarato che il 27 giugno 1980 era in corso un’imponente esercitazione aeronavale della NATO nel Mar Tirreno. E che l’unità su cui era imbarcato, la Vittorio Veneto non ha prestato alcun soccorso, pur essendo vicina al luogo di impatto del velivolo civile, ma ricevette l’ordine di far rientro a La Spezia. Due di questi ex militari, già appartenenti all’Aeronautica Militare sono stati minacciati, ed uno di essi ha subito addirittura un trattamento sanitario obbligatorio messo in atto dall’Arma Azzurra. Secondo la testimonianza di un ex barba finta – agli atti giudiziari – già segretario di alcuni ministri della Difesa, nell’ottobre dell’anno 1980, l’allora responsabile di quel dicastero ricevette dai servizi nostrani di intelligence una relazione dettagliata sulla strage. A suo dire, quel prezioso documento non è mai stato reso di dominio pubblico, né tantomeno fornito alla magistratura inquirente. Ho prontamente nesso al corrente della situazione l’amica Daria Bonfietti. I magistrati Amelio e Monteleone due anni anni fa mi hanno invitato a non far trapelare nulla. Ma dopo così tanto tempo, mi sento in obbligo di mettere al corrente anche l’opinione pubblica. L’Italia è un Paese a sovranità inesistente: bisogna prenderne atto. L’Azione del potere giudiziario non può nulla.

Chi tocca i segreti NATO muore: è già toccato a tanti, per esempio al presidente Aldo Moro.

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Fonte: Presskit – quotidiano online

“La democrazia europea è in pericolo”, parte così il servizio di 10 minuti della tv tedesca su Ursula von der Leyen e i contratti per i vaccini. “Si tratta del contratto più grande che la Commissione abbia mai firmato. E questo contratto riguarda una somma enorme. 35 miliardi di euro”, spiegano. “Quando un’autorità spende così tanto denaro per un ordine, non solo deve osservare determinate regole, ma l’autorità ha anche una certa responsabilità. Soprattutto quando si tratta di soldi delle tasse. A quanto pare, questo non si applica alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Due anni fa avrebbe organizzato l’acquisto di vaccini anti-coronavirus per 35 miliardi di euro, senza che il pubblico e gli eurodeputati potessero sapere come si è arrivati ​​a questo accordo.

Ne è nato un vero e proprio segreto. Trasparenza? nessuna.

Attualmente sono in corso diverse cause legali contro von der Leyen. Frederik Baldan, cittadino belga, ha presentato una denuncia penale contro la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e ha presentato questa denuncia alla Corte di giustizia europea a Lussemburgo. Si tratta di mantenere segreti documenti importanti relativi a miliardi di euro. “Per me questa situazione è inaccettabile. Si tratta del contratto più grande che la Commissione europea abbia mai firmato con un’azienda farmaceutica”, ha detto. “E la signora von der Leyen e la Commissione lo hanno sostanzialmente concluso in segreto e senza trasparenza. Questo è contro la legge”.

Ciò che infastidisce Frederic Baldin è stato più di due anni fa. Inizio 2021. L’Europa è impegnata nella maratona di vaccinazione contro il virus corona.

Allora l’UE aveva ordinato 1,36 miliardi di dosi di vaccino ad aziende farmaceutiche come AstraZeneca, Janssen, ma anche Pfizer-BioNTech per tutti gli Stati membri. Si tratta di circa tre dosi di vaccino per ciascuno dei 450 milioni di cittadini dell’UE. Nella primavera del 2021 si verificheranno colli di bottiglia nelle consegne.

L’UE non sta procedendo con la vaccinazione così rapidamente come gli Stati Uniti o la Gran Bretagna.

Ora Ursula von der Leyen viene coinvolta nelle trattative contrattuali. Sebbene l’UE avesse già firmato due accordi per 600 milioni di dosi con Pfizer, e un terzo erano già in produzione. Sarebbero state ordinate altre dosi: 1,8 miliardi di dosi ulteriori per un valore di 35 miliardi di euro.

La particolarità è che l’accordo sarebbe stato concordato personalmente dal Presidente tramite SMS e telefonate. Almeno questo è quello che avrebbe detto al New York Times. Nell’aprile 2021 il giornale titolava come l’Europa avesse architettato un accordo sul vaccino Pfizer utilizzando chat, messaggi e chiamate. Successivamente von der Leyen avrebbe avuto uno scambio di opinioni al telefono e tramite SMS con Albert Burla, amministratore delegato della Pfizer.

Anche la Corte dei conti europea conferma che con questo contratto qualcosa è ovviamente andato diversamente. È questo ciò che dice un rapporto speciale sui vaccini anti-coronavirus?

“Questo è stato l’unico contratto in cui la squadra negoziale congiunta non è stata coinvolta in questa fase negoziale, contrariamente alla decisione della Commissione sull’approvvigionamento di vaccini Covid-19”, continua Frederic Baldin. “.Come si sia arrivati ​​esattamente a questo accordo e, soprattutto, quale prezzo sia stato negoziato è qualcosa che la Commissione Europea ancora oggi tiene nascosto”.

Ecco perché Frederic Baldin ha ora citato in giudizio Ursula von der Leyen.

Ciò che lo infastidisce è che gli SMS non si trovano. Almeno non sono disponibili al pubblico. O ha ancora gli SMS, ma li tiene ancora sotto chiave, nel qual caso questo è un reato secondo la legge belga perché si tratta di documenti ufficiali che devono essere divulgati. Oppure in realtà li ha cancellati. Anche questo sarebbe un crimine.

Per Frédéric Baldan l’attuale presidente della Commissione sarebbe una sorta di recidiva.

Si dice che abbia fatto sparire i messaggi sul suo cellulare nel 2019, quando Ursula von der Leyen era ancora ministro della Difesa tedesca. L’accusa all’epoca era che avrebbe assegnato appalti milionari a società di consulenza senza gara d’appalto. È stata istituita una commissione d’inchiesta, che ha richiesto come prova il cellulare aziendale. Su indicazione del suo ministero, però, all’epoca tutti i dati del cellulare furono cancellati. Le notizie dai Lions erano sparite. Per sempre.

Con la sua richiesta di trasparenza, nel caso attuale, il belga non è solo.

Uno dei primi a voler fare luce sulla vicenda è il giornalista Alessandro Fanta. Secondo il rapporto del New York Times, avrebbe chiesto la divulgazione dei messaggi di testo. E questo è un suo diritto.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea afferma che ogni individuo ha diritto di accesso ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione. Ma il giornalista non ha avuto successo. “Non dicono che non ti daremo l’SMS, dicono che non possiamo nemmeno dire se questi documenti esistano. E l’ho trovato molto insoddisfacente. Quando anche il ricorso è stato respinto, ho presentato una denuncia al Mediatore europeo. Ma anche qui il difensore civico Emily O’Reilly non ha avuto successo. Anche la Corte dei conti europea non ha ricevuto informazioni. Nella sua relazione speciale scrive La Corte ha chiesto alla Commissione di fornire informazioni sulle trattative preliminari per questo contratto. Tuttavia non è stata fornita alcuna informazione. I documenti non vengono comunicati nemmeno al Parlamento europeo, che è l’organo di controllo della Commissione”. Quattro eurodeputati, tra cui la tedesca Jutta Paulus, hanno presentato questa denuncia alla Corte di giustizia europea. Chiedono la divulgazione di tutti i contratti.

“Abbiamo detto fin dall’inizio che questi appalti devono essere trasparenti. Qui sono in gioco molti soldi dei contribuenti e i parlamentari eletti devono informarsi per sapere come vengono utilizzati questi soldi. Perché la Commissione ha presentato al Parlamento solo i contratti di acquisto con i produttori di vaccini con numerose cancellazioni. Anche l’eurodeputata Michelle Rivasi, che si lamenta, ritiene antidemocratico questo atteggiamento di blocco.

Per quanto riguarda i vaccini della Pfizer, è evidente che la Commissione europea e anche gli Stati membri, poiché anch’essi coinvolti, hanno violato il trattato europeo. In altre parole, qui la democrazia europea è stata ignorata”.

Il New York Times ha ora presentato una denuncia alla Corte di giustizia europea e chiede la divulgazione dei messaggi di testo. Anche la Procura europea sta indagando su Ursula von der Leyen. Ma la Commissione europea resta in silenzio. Nonostante le ripetute richieste, non riceviamo nemmeno un’intervista. Anche alle nostre domande specifiche viene data risposta solo in termini generali. Si dice che i negoziati abbiano seguito le linee guida fornite dagli Stati membri dell’UE nel comitato direttivo dei vaccini. Per Volker Böhme-Nessler, esperto di diritto costituzionale ed europeo, “questa segretezza è il vero scandalo. La Commissione non si prende nemmeno la briga di spiegare perché non rende pubblici i contratti. Questa è la politica europea alla maniera dello scudiero. Questa non è una politica legittimata democraticamente”.

E poi abbiamo di nuovo il problema della democrazia. Quando i cittadini lo guardano e pensano, come può essere? In realtà abbiamo una democrazia con trasparenza e tutti i dettagli. Abbiamo anche lo Stato di diritto, che stabilisce regole di comportamento. I contratti sono ora oggetto di critiche anche sul piano del contenuto. Soprattutto, se le grandi quantità di vaccini fossero davvero necessarie. Secondo la Corte dei conti europea, ora dovrebbero esserci complessivamente fino a 4,6 miliardi di dosi di vaccino. Ciò significa fino a 10 dosi per ogni cittadino dell’UE. Ma ne è stato utilizzato solo un quinto.

L’immunologo Prof. Andreas Radbruch, presidente dell’Associazione europea al momento della firma del contratto, considerava già questo grosso ordine “uno spreco di denaro. Ordinare fino a dieci dosi di vaccino per cittadino dell’UE non ha mai avuto senso dal punto di vista immunologico. Anche a noi, Associazione Europea degli Immunologi, non è stato chiesto nulla in merito. Abbiamo anche preparato un comunicato che mette in guardia contro il boosting troppo frequente. Non è stato considerato. Anche il prezzo delle dosi di vaccino solleva interrogativi”.

Secondo informazioni trapelate, l’UE paga molto di più per l’acquisto successivo da Pfizer che per le prime consegne di vaccini. Per dose è aumentato da 15,50 euro a 19,50 euro. Anche il motivo per cui ciò è accaduto rimane un segreto. Non accettabile per il belga Frederik Baldan. Ora spera che la sua causa, come quella delle altre, porti luce nell’oscurità.

Per inciso, il controverso contratto è stato nuovamente rinegoziato sotto la pressione di alcuni Stati membri. Ma anche qui vige il segreto.

Secondo le informazioni trapelate, Pfizer è pronta a ridurre la quantità di vaccino. Tuttavia, l’UE dovrebbe pagare una penale per questo e acquistare da Pfizer qualche anno in più del previsto.

Qui trovate il servizio che abbiamo tradotto per voi in originale: https://www.ardmediathek.de/video/Y3JpZDovL2Rhc2Vyc3RlLmRlL3BsdXNtaW51cy82YTY4YmUwNC1jYjgyLTRhNGMtOTQ0OC0zMTM5ZWVjMTRmNjQ

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore.

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Come promesso ecco che cerchiamo di capire, facendoci le giuste domande, di cosa siamo vittime in ragione di tutti i monitoraggi inventati dalle istituzioni che ci vengono spacciati per ‘questioni di sicurezza’. Innanzitutto premetto che, essendo un grande appassionato di linguaggio, lingue e tradizioni, mi risulta naturale ‘ascoltare’ le parole che mi ‘attraversano’, analizzandone il significato, per comprendere se vengono usate in modo corretto oppure improprio.
Molto spesso infatti, per abitudini non corrette, per assonanza o di proposito, si utilizzano impropriamente delle parole che nella frase contestualizzata assumono un significato diverso da quello che hanno realmente generando spesso problemi di comprensione. In sostanza la frase rende l’idea che vuole trasmettere ma le parole utilizzate hanno altro significato o sfumature diverse da quello inteso.
La parola ‘alternativa‘ per esempio viene spesso impropriamente utilizzata per esprimere più di due opzioni (ovvero ‘scelte’) ma dovrebbe essere utilizzata solamente quando sono presenti due opzioni.
Di questo argomento se n’è occupato anche il Sole 24 ore in questo articolo di cui mi ha colpito questo passaggio:
L’uso improprio di parole è un peccato grave perché ingenera nel lettore o nell’ascoltatore un giudizio di maggiore o minore gravità, di tranquillità o di emergenza, di fiducia o di allarme. L’uso prolungato di parole sbagliate poi crea assuefazione o, ancor peggio, trasforma in verità o giusto qualcosa che è falso o sbagliato. Quando lo faceva Goebbels c’era dietro un disegno predeterminato; se invece uno lo fa inconsapevolmente forse può esser perdonato, ma non se è un giornalista che per mestiere dovrebbe stare attento a descrivere i fenomeni con parole che tengono conto della sostanza e che ha il potere di influenzare molte persone.
Se si osserva e si ‘ascolta’ invece di ‘sentire’ solamente ci si accorge che anche parole molto comuni e in voga in questi ultimi anni vengono usate in modo improprio, proprio sotto il nostro naso, abituandoci a effettuare associazioni mentali errate che poi sfociano in scelte errate mascherate da ‘unica alternativa’.
Se analizziamo il significato originario della parola ‘sicurezza’ troviamo facilmente con la via della logica una definizione appropriata osservando la realtà: ‘la lama di questo taglierino che si ritrae velocemente in automatico appena finito il taglio è una caratteristica di sicurezza poichè previene un rischio (quello di tagliarsi quando si infila successivamente il taglierino in tasca)’. A logica, astraendo, sembra corretto affermare che sicurezza è tutto ciò che previene un rischio.
Non soddisfatto della mia logica cito la voce ‘sicurezza’ di wikipedia:
La sicurezza può essere definita come la “conoscenza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati“. In altri termini è l’essere consapevoli che una certa azione non provocherà dei danni futuri.
Si evidenzia una discussione aperta sulla neutralità del termine. E’ nella volontà di qualcuno ‘ampliare’ il significato del termine per comprenderne meglio la complessità. Io, sinceramente non vedo nulla di complicato, al contrario, è proprio ampliando il significato di qualcosa che la trasparenza tende a diminuire!
Ora vediamo che wikipedia definisce il controllo come
“[…]l’attività volta ad assicurare la conformità alle norme giuridiche o all’interesse pubblico di altra attività, mediante l’esercizio dei corrispondenti poteri da parte di un soggetto (il controllante) diverso da quello che svolge l’attività controllata (il controllato).
A logica pure il controllo è quell’insieme di attività che analizzano dei comportamenti e ne sanzionano eventualmente la condotta pertanto la mia domanda è questa: controllo e sicurezza sono la stessa cosa? A mio modesto parere sono due parole senza affinità di significato ma vediamo cosa succede nel mondo reale… Facciamo il tipico esempio ‘estivo’ del piccolo comune su cui passano 10Km di statale per il mare che, dopo aver messo a bilancio le ‘entrate da sanzione’ previste per l’anno in corso, piazza una serie di telecamere con rilevatori di velocità lungo la tratta di competenza imponendo un limite difficile da rispettare come per esempio 70Km/h per renderla ‘più sicura’. Da un rilevamento successivo si nota una discreta diminuzione degli incidenti e, pur a malincuore, gli automobilisti accettano la scelta dell’amministrazione guidando con prudenza e rispettando il limite. Le mie domande sono: perchè l’anno successivo il limite viene ulteriormentente diminuito pur non apprezzando incidenti o infrazioni importanti?
Le telecamere sono dunque un dispositivo per la sicurezza (anche se di fatto non prevengono alcun rischio come al contrario i dossi artificiali) o parte di un sistema sanzionatorio i cui proventi vengono impropriamente messi a bilancio?
Questo ‘assuefarsi’ all’utilizzo improprio delle parole ci porta ad associazioni mentali errate come, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, l’accettazione di un sistema sanzionatorio (controllo), proposto con delibera comunale paradossalmente per la ‘sicurezza stradale’. Ma questo avviene costantemente sotto i nostri occhi: dopo anni che l’OMS puntava su una ‘pandemia‘ (parola che deriva dal greco antico πανδήμιος, pandḗmios, “di tutte le persone”, “pertinente al popolo”, “pubblico”: è un’epidemia che si diffonde rapidamente su vastissima scala) cercando di allarmare i governi ogni anno, si è visto costretto a cambiare il significato stesso della parola pandemia ‘ampliandolo’ e stravolgendolo per creare la dittatura sanitaria che molti stati hanno subito in questi ultimi anni, minacciata da Klaus Schwab e ‘applicata’ a livello europeo dalla Commissione Von der Leyen. L’FDA stessa in concomitanza con l’approvazione dei sieri sperimentali contro il covid ha dovuto ‘ripensare’ alla definizione stessa della parola ‘vaccino poichè i sieri non rispondevano alla definizione di vaccino che è sempre stata.
Gli strateghi della comunicazione sono sempre all’opera per la ‘sostituzione’ della memoria storica e del significato di alcuni termini salvo poi ritrattare come già successo nel 2021 quando si è polemizzato sul fatto che per Ursula & Co. era preferibile utilizzare la più asettica “Buone Feste” piuttosto che la frase “Buon Natale”. Purtroppo obbiettivo dei globalisti è rallentare se non invertire la crescita demografica (viene satiricamente incitata la popolazione: ‘meno siamo meglio stiamo!’) e dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale si è perseguita, prima da parte dei nazisti poi segretamente dai globalisti/gruppi multinazionali la politica di Aktion T4, l’eliminazione dei mangiatori inutili, vite indegne di essere vissute. Kissinger fu il primo ‘profeta’ di questa distopìa e ora abbiamo Klaus Schwab che ha preso il testimone e lo passerà con molta probabilità a un altro criminale transumanista: Yuval Noah Harari.
Fortuna nostra essi sono solamente dei falsi profeti in quanto le loro ‘profezie’ non si avverano, come ci spiega Gesù nella Bibbia e il tentativo di colpo di stato internazionale avvenuto nelle principali democrazie occidentali allarmando il pianeta per una finta pandemia (essendone stato travisato il significato originario infatti non si può parlare di pandemia…) non ha avuto il successo sperato da potersi legare alla successiva emergenza programmata: il cambiamento climatico, così i gruppi di potere guidati dagli USA di Biden e dalla più corrotta delle commissioni della storia d’Europa, hanno deciso di fare ‘incazzare’ Mosca proseguendo il posizionamento di truppe NATO, cominciato nel 2014 e avviando esercitazioni militari lungo i territori di confine con la Russia.
La guerra, oltre a portare morte e disperazione tra la gente, sta impoverendo la popolazione europea a vantaggio dei ‘soliti noti’ (in primis le banche e l’industria delle armi, portatrici di morte economica e sociale) che stanno godendo da qualche anno di extra-profitti, artifizi del ‘governo’ europeo che, assieme alla Banca Centrale diretta dalla pregiudicata Christine Lagarde, sta compiendo un atto criminale che va fermato quanto prima, a partire dalla riassegnazione del giusto significato alle parole!
La satira è la nostra arma. Smascherare i globalisti il nostro obbiettivo. Siamo italiani, i migliori… Lascio a epilogo dell’articolo alcuni messaggi satirici tacciati di complottismo circolati nei social qualche anno fa e che, a posteriori, si sono rivelati veri.
Ascoltiamo e meditiamo.

Dott. Urb. Giacomo Calearo


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