Sicurezza, controllo e satira

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Come promesso ecco che cerchiamo di capire, facendoci le giuste domande, di cosa siamo vittime in ragione di tutti i monitoraggi inventati dalle istituzioni che ci vengono spacciati per ‘questioni di sicurezza’. Innanzitutto premetto che, essendo un grande appassionato di linguaggio, lingue e tradizioni, mi risulta naturale ‘ascoltare’ le parole che mi ‘attraversano’, analizzandone il significato, per comprendere se vengono usate in modo corretto oppure improprio.
Molto spesso infatti, per abitudini non corrette, per assonanza o di proposito, si utilizzano impropriamente delle parole che nella frase contestualizzata assumono un significato diverso da quello che hanno realmente generando spesso problemi di comprensione. In sostanza la frase rende l’idea che vuole trasmettere ma le parole utilizzate hanno altro significato o sfumature diverse da quello inteso.
La parola ‘alternativa‘ per esempio viene spesso impropriamente utilizzata per esprimere più di due opzioni (ovvero ‘scelte’) ma dovrebbe essere utilizzata solamente quando sono presenti due opzioni.
Di questo argomento se n’è occupato anche il Sole 24 ore in questo articolo di cui mi ha colpito questo passaggio:
L’uso improprio di parole è un peccato grave perché ingenera nel lettore o nell’ascoltatore un giudizio di maggiore o minore gravità, di tranquillità o di emergenza, di fiducia o di allarme. L’uso prolungato di parole sbagliate poi crea assuefazione o, ancor peggio, trasforma in verità o giusto qualcosa che è falso o sbagliato. Quando lo faceva Goebbels c’era dietro un disegno predeterminato; se invece uno lo fa inconsapevolmente forse può esser perdonato, ma non se è un giornalista che per mestiere dovrebbe stare attento a descrivere i fenomeni con parole che tengono conto della sostanza e che ha il potere di influenzare molte persone.
Se si osserva e si ‘ascolta’ invece di ‘sentire’ solamente ci si accorge che anche parole molto comuni e in voga in questi ultimi anni vengono usate in modo improprio, proprio sotto il nostro naso, abituandoci a effettuare associazioni mentali errate che poi sfociano in scelte errate mascherate da ‘unica alternativa’.
Se analizziamo il significato originario della parola ‘sicurezza’ troviamo facilmente con la via della logica una definizione appropriata osservando la realtà: ‘la lama di questo taglierino che si ritrae velocemente in automatico appena finito il taglio è una caratteristica di sicurezza poichè previene un rischio (quello di tagliarsi quando si infila successivamente il taglierino in tasca)’. A logica, astraendo, sembra corretto affermare che sicurezza è tutto ciò che previene un rischio.
Non soddisfatto della mia logica cito la voce ‘sicurezza’ di wikipedia:
La sicurezza può essere definita come la “conoscenza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati“. In altri termini è l’essere consapevoli che una certa azione non provocherà dei danni futuri.
Si evidenzia una discussione aperta sulla neutralità del termine. E’ nella volontà di qualcuno ‘ampliare’ il significato del termine per comprenderne meglio la complessità. Io, sinceramente non vedo nulla di complicato, al contrario, è proprio ampliando il significato di qualcosa che la trasparenza tende a diminuire!
Ora vediamo che wikipedia definisce il controllo come
“[…]l’attività volta ad assicurare la conformità alle norme giuridiche o all’interesse pubblico di altra attività, mediante l’esercizio dei corrispondenti poteri da parte di un soggetto (il controllante) diverso da quello che svolge l’attività controllata (il controllato).
A logica pure il controllo è quell’insieme di attività che analizzano dei comportamenti e ne sanzionano eventualmente la condotta pertanto la mia domanda è questa: controllo e sicurezza sono la stessa cosa? A mio modesto parere sono due parole senza affinità di significato ma vediamo cosa succede nel mondo reale… Facciamo il tipico esempio ‘estivo’ del piccolo comune su cui passano 10Km di statale per il mare che, dopo aver messo a bilancio le ‘entrate da sanzione’ previste per l’anno in corso, piazza una serie di telecamere con rilevatori di velocità lungo la tratta di competenza imponendo un limite difficile da rispettare come per esempio 70Km/h per renderla ‘più sicura’. Da un rilevamento successivo si nota una discreta diminuzione degli incidenti e, pur a malincuore, gli automobilisti accettano la scelta dell’amministrazione guidando con prudenza e rispettando il limite. Le mie domande sono: perchè l’anno successivo il limite viene ulteriormentente diminuito pur non apprezzando incidenti o infrazioni importanti?
Le telecamere sono dunque un dispositivo per la sicurezza (anche se di fatto non prevengono alcun rischio come al contrario i dossi artificiali) o parte di un sistema sanzionatorio i cui proventi vengono impropriamente messi a bilancio?
Questo ‘assuefarsi’ all’utilizzo improprio delle parole ci porta ad associazioni mentali errate come, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, l’accettazione di un sistema sanzionatorio (controllo), proposto con delibera comunale paradossalmente per la ‘sicurezza stradale’. Ma questo avviene costantemente sotto i nostri occhi: dopo anni che l’OMS puntava su una ‘pandemia‘ (parola che deriva dal greco antico πανδήμιος, pandḗmios, “di tutte le persone”, “pertinente al popolo”, “pubblico”: è un’epidemia che si diffonde rapidamente su vastissima scala) cercando di allarmare i governi ogni anno, si è visto costretto a cambiare il significato stesso della parola pandemia ‘ampliandolo’ e stravolgendolo per creare la dittatura sanitaria che molti stati hanno subito in questi ultimi anni, minacciata da Klaus Schwab e ‘applicata’ a livello europeo dalla Commissione Von der Leyen. L’FDA stessa in concomitanza con l’approvazione dei sieri sperimentali contro il covid ha dovuto ‘ripensare’ alla definizione stessa della parola ‘vaccino poichè i sieri non rispondevano alla definizione di vaccino che è sempre stata.
Gli strateghi della comunicazione sono sempre all’opera per la ‘sostituzione’ della memoria storica e del significato di alcuni termini salvo poi ritrattare come già successo nel 2021 quando si è polemizzato sul fatto che per Ursula & Co. era preferibile utilizzare la più asettica “Buone Feste” piuttosto che la frase “Buon Natale”. Purtroppo obbiettivo dei globalisti è rallentare se non invertire la crescita demografica (viene satiricamente incitata la popolazione: ‘meno siamo meglio stiamo!’) e dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale si è perseguita, prima da parte dei nazisti poi segretamente dai globalisti/gruppi multinazionali la politica di Aktion T4, l’eliminazione dei mangiatori inutili, vite indegne di essere vissute. Kissinger fu il primo ‘profeta’ di questa distopìa e ora abbiamo Klaus Schwab che ha preso il testimone e lo passerà con molta probabilità a un altro criminale transumanista: Yuval Noah Harari.
Fortuna nostra essi sono solamente dei falsi profeti in quanto le loro ‘profezie’ non si avverano, come ci spiega Gesù nella Bibbia e il tentativo di colpo di stato internazionale avvenuto nelle principali democrazie occidentali allarmando il pianeta per una finta pandemia (essendone stato travisato il significato originario infatti non si può parlare di pandemia…) non ha avuto il successo sperato da potersi legare alla successiva emergenza programmata: il cambiamento climatico, così i gruppi di potere guidati dagli USA di Biden e dalla più corrotta delle commissioni della storia d’Europa, hanno deciso di fare ‘incazzare’ Mosca proseguendo il posizionamento di truppe NATO, cominciato nel 2014 e avviando esercitazioni militari lungo i territori di confine con la Russia.
La guerra, oltre a portare morte e disperazione tra la gente, sta impoverendo la popolazione europea a vantaggio dei ‘soliti noti’ (in primis le banche e l’industria delle armi, portatrici di morte economica e sociale) che stanno godendo da qualche anno di extra-profitti, artifizi del ‘governo’ europeo che, assieme alla Banca Centrale diretta dalla pregiudicata Christine Lagarde, sta compiendo un atto criminale che va fermato quanto prima, a partire dalla riassegnazione del giusto significato alle parole!
La satira è la nostra arma. Smascherare i globalisti il nostro obbiettivo. Siamo italiani, i migliori… Lascio a epilogo dell’articolo alcuni messaggi satirici tacciati di complottismo circolati nei social qualche anno fa e che, a posteriori, si sono rivelati veri.
Ascoltiamo e meditiamo.

Dott. Urb. Giacomo Calearo


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