Un altro pezzo d'Italia se ne va...

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Una funesta notizia sta riempiendo le pagine di giornali, telegiornali e programmi live: l’estrema dipartita del Cavaliere. Alcuni piangono un miliardario che non ha mai perso il contatto con il mondo reale, altri piangono un uomo che ha sempre avuto una parola buona ovvero ricadente nella sfera ‘umana’, altri ancora non sono affatto dispiaciuti, anzi se lo auguravano da anni…
L’Italia ha perso un uomo molto intelligente che ha sempre perseguito gli obbiettivi che si poneva, con costanza, genialità e un pochina di furbizia, il tutto condito con una certa dose di umorismo che ora più che mai si deve definire ‘berlusconiano’.
Il Cavaliere non solo desiderava essere sempre all’altezza delle sfide che gli si presentavano d’innanzi ma cercava sempre soluzioni innovative e nuovi approcci. Da buon imprenditore era capace di autocritica e di ammettere errori (forse per questo aveva così tanto seguito?…) fino a perseguire un’idea contraria se fosse stato necessario. Il suo benessere, derivato inizialmente da imprese immobiliari di rilievo e dalle televisioni, è sempre stato strettamente legato al benessere del suo ‘popolo’.
Precursori dei tempi Milano2 e Milano3 sono esempi ancora ‘in vita’ di progetti urbanistici imponenti non finiti nel buco nero dell’autodistruzione come il PEEP delle Vele a Scampìa. Ma credo che una delle ‘verità’ evidenti a posteriori sia stata la voglia di libertà generalizzata che promuoveva da sempre, dimostrata dal fatto che, a parte qualche suo Fido Emilio, la maggioranza delle trasmissioni (e dell’editoria) ha sempre tenuto un taglio indipendente se non contrario alle idee del Presidente, il tutto senza grosse ritorsioni.
Molti sostengono che abbia provocato danni durante la sua ‘passione’ politica e sicuramente errori ne sono stati commessi molti ma il fatto che sia sempre riuscito a coinvolgere la gente comune ammettendo questi errori (cosa molto rara in politica) e cercando soluzioni ‘partecipate’ lo ha reso ‘speciale’ agli occhi della gente che ha continuato comunque ad avere fiducia in lui. Questa fiducia andrà oltre la sua dipartita. La priorità politica non dovrà essere quella di trovare il suo ‘successore’ a tutti i costi: questo emergerà sicuramente pian piano da solo e non sarà, come purtroppo si sta rivelando per il PD, imposto dall’Europa, distaccato dai problemi reali e svizzero di nazionalità principale!
Caro Silvio… vorrei scriverti, tu sei stato un grande in tutto, nel bene e nel male, non sta a me giudicare, ma una cosa ho detto a mio figlio: “E’ morto un grand’uomo importante e speciale, ne sentirai di tutti i colori su di lui, ma ricordati che è stato speciale perchè è un uomo che è riuscito a realizzare i suoi sogni e non è affatto una cosa comune!”

Dott. Urb. Giacomo Calearo

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