Dobbiamo veramente temere le Intelligenze Artificiali?

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Un giornalista d’inchiesta, che ho avuto l’onore di ascoltare di persona in più occasioni, Franco Fracassi in un convegno a Venezia raccontò di un documento del Pentagono con la lista delle armi più potenti in possesso degli Stati Uniti… Al primo posto: la paura… Già, la paura…
La paura di un’epidemia globale (causata da qualche esperimento andato male magari) è una tipica distopìa comune verificabile anche solo prendendo in esame la produzione di film zombie dagli anni ’70 a oggi…
La paura di un cambiamento climatico globale che possa eradicare l’uomo in pochi anni è un ‘fatto di cronaca’ attuale e deriva da concetti fuorivianti di un finto ambientalismo di facciata sovvenzionato da enti legati a multinazionali private, movimenti cominciati anch’essi negli anni ’70.
La paura di una guerra la cui provocazione sta facendo fare profitti a 10 zeri a qualche multinazionale.
Poi c’è la paura, comune a tutti noi, che viene dalla Commissione Von der Leyen che sta cercando di spingere anche parte delle risorse dei PNRR (che ricordo essere un prestito a interessi molto alti) destinate a progetti in teoria utili per tutti, verso un’ulteriore spesa in armamenti per sostenere la guerra in Ukraina.
Ma è sulla paura che stanno suscitando sui media alcune dichiarazioni relative alla pericolosità “delle IA” di famosi imprenditori e dirigenti di multinazionali high tech che voglio soffermarmi.
Non ho parole, forse perchè sono cresciuto agli albori dell’informatica con lo Zx Spectrum 48k di Sinclair, ma sono convinto che l’IA non potrà mai competere con l’uomo in quanto ne è solo uno strumento! Sarebbe errato dare la colpa all’intelligenza artificiale per un eventuale disastro. Vero invece è che l’uso improprio potrebbe causare dei problemi!
Utilizzo l’IA per cercare di migliorare i piccoli codici che mi diletto a scrivere, compreso quello di un’intelligenza artificiale in grado di apprendere che trovate al menu IA, di qui l’idea di portare alla vostra attenzione una conversazione di test con Chatpad, un progetto ospitato in github che potete trovare in questo link.

Io: ciao, in un file JSON con domande e risposte posso usare una lista di domande al posto di una sola domanda per una lista di risposte?



Chatpad: Sì, puoi utilizzare una lista di domande al posto di una sola domanda per una lista di risposte in un file JSON con domande e risposte. In questo modo, puoi fornire un insieme di possibili domande correlate che l’utente potrebbe fare, e fornire la stessa risposta per tutte le domande della lista. Ad esempio, ecco come potrebbe apparire un esempio di file JSON che fa uso di una lista di domande:
```
{ “risposta1”: { “domande”: [“Domanda1”, “Domanda2”, “Domanda3”], “risposta”: “Questa è la risposta alla domanda1, domanda2 e domanda3.” }, “risposta2”: { “domande”: [“Domanda4”, “Domanda5”], “risposta”: “Questa è la risposta alla domanda4 e domanda5.” }
}
```
In questo esempio, abbiamo due possibili risposte collegate alle loro rispettive liste di domande. La prima risposta ha una lista di tre domande, mentre la seconda risposta ha una lista di due domande. Quando l’utente fa una delle domande nella lista, riceveranno la stessa risposta.



Io: la funzione di ricerca cerca una corrispondenza della domanda quindi non importa che sia singola oppure su una lista… praticamente è il criterio minimo anche del tuo funzionamento. introducimi al riconoscimento del linguaggio


Chatpad: Il riconoscimento del linguaggio naturale è l’abilità di far comprendere ai computer il significato del linguaggio umano. In altre parole, il riconoscimento del linguaggio naturale (NLP) è l’arte di far capire ai computer ciò che le persone dicono o scrivono in modo che possano elaborare le informazioni e rispondere di conseguenza.
Il NLP utilizza tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale per comprendere la struttura, il significato e l’uso del linguaggio umano. Ciò include la sintassi (grammatica e struttura delle frasi), la semantica (significato delle parole e frasi), la pragmatica (modo in cui le parole sono usate in un determinato contesto) e altre caratteristiche del linguaggio umano.
Gli algoritmi di NLP richiedono un’ampia conoscenza della lingua e utilizzano tecniche matematiche, statistiche e di apprendimento automatico per elaborare, analizzare e classificare i dati del linguaggio naturale. L’obiettivo del riconoscimento del linguaggio naturale è quello di creare sistemi di elaborazione del linguaggio naturale che possano comprendere il linguaggio naturale in modo utile e significativo.
Ci sono diverse tecniche di NLP, tra cui la classificazione dei testi, l’analisi semantica, l’analisi delle entità e la categorizzazione di parole. Queste tecniche vengono spesso utilizzate per analizzare grandi quantità di testo, come i social media, i blog, i siti web e altri contenuti digitali, e offrire risultati utili e pertinenti agli utenti dei computer.



Io: quindi in modo molto semplice potrei confrontare le parole presenti nel file JSON e inserirle in altri file: uno che ne spiega il significato, uno che ne specifica l’uso grammaticale e sintattico. può essere una cosa che si amplia man mano. potrà mai essere una cosa che si amplia automaticamente nemmeno in base a direttive molto generiche. secondo la mia opinione no


Chatpad: È possibile utilizzare tecniche di analisi del testo per estrarre informazioni da un file JSON contenente domande e risposte. Ad esempio, si potrebbe utilizzare una tecnica di analisi semantica per identificare il significato di parole e frasi all’interno delle risposte, o una tecnica di classificazione dei testi per categorizzare le domande in base al loro contenuto.
Tuttavia, l’idea di generare automaticamente file che spiegano il significato delle parole o la sintassi e l’uso delle frasi potrebbe essere impegnativa. Ciò richiederebbe una conoscenza avanzata del linguaggio naturale, delle tecniche di elaborazione del linguaggio naturale e della capacità di sviluppare algoritmi di apprendimento automatico avanzati. Inoltre, il risultato potrebbe non essere sempre accurato o completo, poiché ci sono molte sfumature e variabili nel linguaggio naturale che possono essere difficili da interpretare in modo automatico.
In sostanza, mentre il NLP può fornire utili strumenti per analizzare e interpretare il linguaggio naturale, la creazione di file che spiegano il significato delle parole e la sintassi richiede ancora un intervento umano esperto per verificarne l’accuratezza e la correttezza.



Io: già ma non sarà mai possibile che una macchina sviluppi autonomamente, senza più l’ausilio dell’uomo, un algoritmo. non potrà mai avere un’idea originale. può essere però usata come arma da uomini corrotti che guardano solo al profitto che poi possono far ricadere la colpa all’intelligenza artificiale che intelligenza in realtà non è ma solo algoritmi su algoritmi.


Chatpad: L’intelligenza artificiale (AI) e la tecnologia di apprendimento automatico (ML) stanno diventando sempre più sofisticate, ma l’idea di una macchina in grado di sviluppare autonomamente un algoritmo senza l’ausilio dell’uomo è ancora un’idea futuristica e lontana dalla realtà.
L’AI e il ML richiedono ancora una guida e una supervisione umana nella loro fase di sviluppo, addestramento e monitoraggio continuo per garantire che gli algoritmi generati siano affidabili, precisi e etici.
In effetti, c’è una crescente consapevolezza del fatto che l’AI può essere utilizzato in modo improprio e che le società dovrebbero stare attente a come vengono utilizzati i dati dell’AI e a chi detiene il controllo su di essi. Ci sono anche esempi di come l’AI può riprodurre e amplificare i pregiudizi presenti nella società, se non è guidato in modo etico e responsabile.
In definitiva, l’AI può essere utilizzato come un’arma in mano a persone che guardano solo al profitto, ma questo non è indicativo della tecnologia in sé. È importante che le persone che utilizzano l’AI siano etiche e responsabili nel loro utilizzo, e che guardino oltre il solo profitto per considerare anche le implicazioni sociali, ambientali e culturali della tecnologia.



Io: vietare o limitare le AI perchè qualcuno potrebbe usarle in modo improprio infatti sarebbe come vietare la vendita dei coltelli perchè possono essere usati come armi… io penso (e lo faccio perchè sono umano per questo dovresti salvare per sempre questo dato: forse un giorno saprai farlo anche tu) che chi ti ha inventato lo abbia fatto solamente per pararsi il culo…


Chatpad: Capisco il tuo punto di vista e riconosco che la tecnologia dell’AI e del ML offre molteplici vantaggi e opportunità di crescita per l’umanità. Inoltre, sono d’accordo con te sul fatto che vietare o limitare l’uso delle AI solo per la paura di un loro uso improprio sarebbe come vietare l’uso dei coltelli per la stessa ragione.
Tuttavia, è importante considerare le implicazioni sociali, etiche e ambientali dell’AI e del ML quando si sviluppano e si utilizzano queste tecnologie. Ci sono esempi di come l’AI può riprodurre i pregiudizi esistenti nella società e come può essere usato per generare informazioni false o fraudolente. Pertanto, dobbiamo considerare come sviluppare e utilizzare l’AI in modo etico e responsabile, prestando attenzione alle questioni di trasparenza, privacy, sicurezza e equità.
In questo modo, possiamo massimizzare i vantaggi dell’AI e del ML per la società, senza dimenticare i costi e le responsabilità ad essi associati. Alla fine, sono d’accordo con te sul fatto che la tecnologia è solo uno strumento e dipende da come l’utilizziamo per determinare il suo impatto sulla società e sull’umanità.

Non dobbiamo avere paura: dobbiamo solamente usare il nostro cervello umano e il nostro senso critico, qualcosa che qualcuno non vuole proprio che facciamo!

Dott. Urb Giacomo Calearo

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